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Bosnia ed Erzegovina

bandiera Bosnia ed Erzegovina Paese montuoso situato nel cuore della penisola balcanica nell'Europa sud-orientale; geograficamente la regione della Erzegovina si trova a sud della Bosnia, ma il paese è spesso chiamato Bosnia per brevità. A nord e ad ovest si trova la Croazia, a est la Serbia e il Montenegro. Nel sud-ovest, tocca brevemente per 27 km la costa del Mare Adriatico.

In breve

Area: 51,129 km² -- Popolazione: circa 4.6 milioni di abitanti -- Densità: 90,2 abitanti per km² -- Governo: democrazia parlamentare -- Capitale: Sarajevo -- Lingua: Bosniaco, Serbo, Croato -- Religione: musulmana, ortodossa, cattolica -- Moneta: Konvertibilna marka - marco bosniaco (BAM) -- Prefisso telefonico: dall'Italia 00387 -- Prefisso telefonico: per l'Italia 0039 -- Fuso orario: UTC+1 (stesso orario dell'Italia) -- Sigla: BiH -- Suffisso internet: .ba -- Membro di: in attesa di entrare nella NATO

Bosnia-Erzegovina

Divisione amministrativa

La nazione è formata da due entità: la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, divisa in 10 cantoni (kanton o županije) - Una-Sana, Tuzla, Zenica-Doboj, Podrinje Bosniaca, Sarajevo, Posavina, Herzegovina Occidentale, Bosnia Occidentale, Bosnia Centrale, Herzegovina-Neretva - e la Republika Srpska (Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina) suddivisa in 7 regioni: Banja Luka, Bijeljina, Doboj, Foča, Sarajevo-Romanija, Trebinje, Vlasenica. C'è inoltre il distretto di Brčko, neutrale ed autonomo, formalmente parte di entrambe le entità Republika Srpska e Federazione di Bosnia ed Erzegovina.

Link Utili

Ambasciata italiana in Sarajevo

La Popolazione

La Bosnia-Erzegovina è nata come nazione nel 1992 dopo lo scioglimento della Jugoslavia. Subito dopo l'indipendenza, la Serbia attaccò la Bosnia con l'intenzione di espellere i bosniaci o sterminarli. L'intervento degli Stati Uniti e dei paesi della NATO riuscì ad fermare i serbi, ma ancora oggi sono presenti truppe internazionali. La Bosnia ed Erzegovina è composta della Federazione di Bosnia-Erzegovina e della Repubblica Srpska di etnia serba, e la divisione si riflette nella struttura presidenziale; infatti vengono eletti tre presidenti, un croato, un serbo e un bosniaco, i quali, nei quattro anni del mandato, si alternano ogni otto mesi.

Il Territorio

La Bosnia fa parte di tre distinte zone geografiche: Europa Centrale, Balcani e Mediterraneo. La Bosnia settentrionale, regione di pianure, altopiani e fiumi importanti come la Sava e la Drina, lungo i quali sorgono numerose città e villaggi, è il cuore agricolo del Paese. Procedendo verso sud il terreno diviene collinare e montuoso; lungo il mare Adriatico si innalzano le Alpi Dinariche che culminano nel monte Maglic (2386 metri). A sud-ovest domina un ambiente Carsico, e più a sud il fiume Neretva scorre da Mostar verso l'Adriatico. Quasi la metà del territorio della Bosnia è coperto da foreste ed è ricco di sorgenti naturali.

Il Clima

Il clima è variegato, anche se la maggior parte del Paese ha clima continentale fatto da estati calde e inverni freddi. Le altitudini maggiori sono caratterizzate da brevi estati fresche e inverni molto freddi, mentre le temperature in prossimità del mare Adriatico tendono ad essere più miti, con inverni piovosi.

Città e Luoghi d'Interesse

  • Sarajevo, la capitale, il cui nome deriva da "Saraj" parola turca che significa palazzo. La città è di fatto la più araba d'Europa, con chiese, cattedrali, e sinagoghe accanto a moschee e alla Bascarsija (bazar turco).
    Siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità:
  • Stari Most, il Ponte Vecchio e la Antica Città di Mostar; il ponte, costruito nel XVI secolo sul fiume Neretva, collega le due parti della città di Mostar. Distrutto il 9 Novembre 1993 durante la guerra civile, è stato ricostruito e inaugurato nel 2004. Il ponte originale, che fu per i tempi il più ampio arco artificiale al mondo, fu commissionato da Solimano il Magnifico nel 1557 in sostituzione di un vecchio ponte in legno. La costruzione iniziò nel 1557 ad opera dell'architetto ottomano Mimar Hayruddin e richiese nove anni. A tutt'oggi numerose questioni tecniche restano un mistero: come fu eretto il ponteggio, in che modo le pietre vennero trasportate, come l'impalcatura rimase integra per tutta la durata della costruzione. Secondo la leggenda il costruttore, minacciato di morte se non fosse riuscito a costruire un ponte di tali dimensioni, aveva dato disposizioni per il proprio funerale il giorno della rimozione del ponteggio.
  • Il Ponte di Mehmed Paša Sokolović in Višegrad (Repubblica Serba), sul fuime Vrina, completato nel 1577 dall'architetto ottomano Mimar Sinan, uno dei più grandi architetti e ingegneri del periodo classico ottomano, su ordine del Gran Visir di origine bosniaca. Il Ponte rappresenta l'apogeo dell'ingegneria civile ottomana: lungo 179,5 metri, è costituito da 11 archi in muratura, con campate da 11 a 15 metri, e una rampa di accesso ad angolo retto con le quattro arcate sulla riva sinistra del fiume.

La Storia

I primi abitanti dell'odierna Bosnia-Erzegovina furono gli Illiri, e in epoca romana fu una provincia dell'Impero. Nel 395 d.C., il fiume Drina divenne la linea di demarcazione tra Impero Romano d'Oriente (con capoluogo Bisanzio) e l'Impero Romano d'Occidente. Nel VII secolo vi si stabilirono dei popoli slavi provenienti dal nord e nei due secoli successivi la Bosnia fu semi-indipendente, governato da un "ban" (governatore), e alternativamente fu sotto il controllo dell'Ungheria o di Bisanzio. Intorno al 1200, il regno di Bosnia ottenne l'indipendenza dalla Ungheria e da Bisanzio e mantenne questo status per oltre 260 anni. Il re Stephen Tvrtko (1353-1391) ampliò il Paese includendovi la piccola area chiamata Hum (Erzegovina), alcuni tratti della costa adriatica.

Nel XIV secolo, l'impero ottomano invase i Balcani ed occupò la Bosnia-Erzegovina per quattro secoli, nel corso dei quali buona parte della popolazione si convertì all'Islam. Nel 1878 l'impero ottomano dovette arretrare dai Balcani e Bosnia-Erzegovina passò sotto il controllo dell'Impero austro-ungarico. Il 28 giugno 1914 l'assassinio a Sarajevo dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede dell'impero austro-ungarico, ad opera di Gavrilo Princip, un serbo della Bosnia, fu la scintilla che scatenò la prima guerra mondiale.

Alla fine della guerra nel 1918, gli slavi del sud formarono una nazione di Serbi, Croati e Sloveni che venne chiamata Jugoslavia. Insieme ad altri paesi dei Balcani, Bosnia Erzegovina venne occupata dai tedeschi Durante la seconda guerra mondiale, contro l'occupazione tedesca sorse un movimento di resistenza delle forze comuniste jugoslave guidato da Josip Broz Tito, che 1945 divenne leader del nuovo governo della Jugoslavia. Tito non si adeguò allo stile di governo di Stalin, creando invece un sistema politico ed economico molto più democratico ed occidentale.

Dopo la morte di Tito nel 1980 aumentarono le tensioni etniche e il desiderio di democrazia e indipendenza delle varie regioni. Nelle prime elezioni libere tenutesi nel 1990 il partito comunista fu sconfitto. Il Partito nazionalista croato, insieme al partito musulmano bosniaco, dichiararono l'indipendenza della Bosnia-Erzegovina, e scoppiò la guerra civile contro i serbi, che volevano creare nella Bosnia nord-orientale un'isola di etnia serba. I quattro anni successivi causarono un numero enorme di vittime e danneggiarono gravemente il territorio; la città di Sarajevo subì tre anni di assedio. Nel 1995, dopo l'intervento internazionale, i gruppi in lotta firmarono un accordo di pace e la Bosnia-Erzegovina conservò i confini antecedenti alla guerra civile.