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Kiribati

bandiera Kiribati La Repubblica di Kiribati (pronunciato "Kíribas") è un Paese insulare ubicato nell'area centrale dell'Oceano Pacifico, a nord-est dell'Australia, costituito da 3 gruppi di isole e atolli corallini e un'isola vulcanica (Banaba) distribuiti in un'area enorme di circa 3 milioni di kmq.

In breve

Area: 719 km² -- Popolazione: circa 100mila abitanti (2010) -- Densità: 131 abitanti per km² -- Governo: repubblica -- Capitale: Tarawa -- Lingua: inglese (ufficiale), Gilbertese/I-Kiribati -- Religione: cristiana 90% -- Moneta: dollaro australiano -- Prefisso telefonico: dall'Italia 00686 -- Prefisso telefonico: per l'Italia 0039 -- Fuso orario: UTC +12 (11 ore in più rispetto all'Italia -- Sigla Automobilistica: KIR -- Suffisso internet: .ki -- Membro di: ONU, Commonwealth of Nations


Kiribati

Divisione amministrativa

Ci sono Consigli amministrativi insulari su Banaba, su ognuna delle 16 isole del gruppo Kiribati, e sulle tre isole settentrionali delle Line Islands. Le Isole Phoenix sono disabitate tranne Kanton e Orona (un centinaio di abitanti). Tutte le altre isole sono pressoché disabitate. Le 21 isole abitate con un Consiglio amministrativo sono:
  • Banaba
  • nelle Isole Gilbert: Abaiang, Abemama, Aranuka, Arorae, Beru, Butaritari, Kuria, Maiana, Makin, Marakei, Nikunau, Nonouti, Onotoa, Tabiteuea, Tamana, Tarawa
  • nelle Line Islands: Kiritimati (Isola Christmas), Tabuaeran (Isola Fanning), Teraina (Isola Washington)
  • nelle Isole Phoenix: Kanton
Isole Kiribati

Il Territorio

Le Kiribati includono 32 atolli e un'isola, disseminati su una distesa oceanica equivalente per dimensioni agli Stati Uniti continentali. Le isole si trovano a cavallo dell'equatore, a metà strada circa tra Hawaii e Australia e, con l'eccezione dell'isolata Banaba all'estremo ovest, possono essere riunite in tre gruppi principali: Isole Gilbert, Isole Phoenix e Line Islands (Isole Sporadi). Tra le isole maggiori ci sono Kiritimati (nota anche come Christmas Island), il maggiore atollo corallino del mondo, e Banaba (anche Ocean Island), una delle tre grandi isole fosfatiche del Pacifico.

Prima del 1994 i gruppi orientali e occidentali delle isole erano su due lati della International Dateline con una differenza tra loro di 23 ore. L'allora presidente decise di spostare la linea in modo che tutte le Isole della Nazione avessero la stessa data, assegnando una differenza di due ore tra le Isole Gilbert e le Line Islands (Sporadi). Di conseguenza Kiribati è la prima nazione in cui cambia la data e l'Isola Caroline è stata ribattezzata Millennium Island per festeggiare l'occasione nell'anno 2000. Attualmente quindi Kiribati ha due ore in più rispetto a Tokyo e 22 ore in più rispetto alle Hawaii, che vengono a trovarsi sul lato est della International Dateline.

Link Utili

Ambasciata italiana a Wellington, Nuova Zelanda, competente anche per le Kiribati | Honorary Consulate of Kiribati in Brussels (tel: 32.2.539.0144), competente per l'Italia | Ente Turismo delle Kiribati -- Vademecum per il Turista Italiano: è necessario il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi; patente internazionale, si guida tenendo la sinistra; verificare anche ulteriori informazioni sul Sito della Farnesina per Kiribati.

La Popolazione

Gli abitanti delle Kiribati sono un popolo micronesiano. Attualmente circa il 90% della popolazione vive sugli atolli delle Isole Gilbert. Anche la maggior parte degli abitanti delle Line Islands sono micronesiani, mentre le isole Phoenix non hanno mai avuto significativa popolazione permanente.

Il Clima

Equatoriale oceanico.

La Storia

Il popolo "I-Kiribati" si stabilì nelle Isole Gilbert tra il 1000 a.C. e il 1300 d.C.; successive invasioni di figiani e abitanti delle Tonga introdussero elementi polinesiani, ma i matrimoni misti hanno dato origine a una popolazione abbastanza omogenea dal punto di vista etnico e culturale. Il gruppo principale di isole venne chiamato Gilbert nel 1820 da un ammiraglio russo, Adam von Krusenstern, e dal capitano francese Louis Duperrey, in onore del capitano inglese Thomas Gilbert, che aveva attraversato l'arcipelago nel 1788 navigando dall'Australia alla Cina.

I primi contatti con gli europei, soprattutto balenieri e mercanti di schiavi, ebbero luogo nel XVI secolo; molti sbarchi nel corso del XIX secolo di navi mercantili europee fomentarono conflitti tribali e introdussero malattie sconosciute sulle Isole. Per ristabilire l'ordine, le Isole Gilbert e Ellice (l'odierna Tuvalu) accettarono di diventare protettorato britannico nel 1892. Banaba (Ocean Island) fu annessa nel 1900 dopo la scoperta di depositi di guano ricco di fosfati, e l'intero gruppo divenne colonia britannica nel 1916. Le Isole Phoenix e le Line Islands vennero incluse nei successivi 20 anni.

Durante la Seconda Guerra Mondiale alcune isole furono occupate dal Giappone. Nel novembre del 1943 l'attacco statunitense alle postazioni giapponesi sull'atollo Tarawa nelle Gilbert si trasformò in uno dei più sanguinosi combattimenti della guerra nel Pacifico. Alcune delle remote Line Islands vennero utilizzate da Stati Uniti e Regno Unito per testare armi nucleari negli anni Cinquanta e Sessanta.

La Gran Bretagna cominciò ad ampliare l'autogoverno nelle isole a partire dal 1960. Nel 1975 le Isole Ellice si separarono dalla colonia dichiarando poi la propria indipendenza nel 1978. Le Gilbert ottennero l'autonomia nel 1977 e divennero nazione indipendente il 12 luglio 1979 con il nome di Kiribati.

Siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità

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  • Dal 1° agosto 2010 la Phoenix Islands Protected Area (PIPA), la più grande area marina protetta al mondo, con una superficie di 408.250 kmq di habitat marini e terrestri nel Pacifico meridionale, è inclusa nella World Heritage List. La PIPA conserva ancora intatto una dei maggiori ecosistemi oceanici corallini, insieme a 14 montagne sottomarine (che si ritiene siano vulcani spenti) e altri habitat di acque profonde, e ospita circa 800 specie note di fauna, tra cui circa 200 di coralli, 500 di pesci, 18 di mammiferi marini e 44 di uccelli.

L'Economia

Il PIL pro capite è molto modesto, con circa 1500 USD annui procapite. Solo il 16% della forza lavoro percepisce un salario formale. L'economia di Kiribati è dominata dal settore dei servizi, con una quota del PIL del 66,1%. Nel 1979 l'esaurimento delle entrate derivanti dai fosfati estratti sull'isola di Banaba - al tempo circa l'80% delle esportazioni e il 50% delle entrate statali - ebbe un impatto devastante, dimezzando il PIL pro capite nei due anni successivi. I proventi del fondo fiduciario off-shore (RERF) finanziato dalle entrate da fosfato nei decenni passati ancora rappresentano una percentuale importante delle attività del governo.

Attualmente Kiribati ottiene gran parte delle sue entrate dall'estero con la vendita di licenze di pesca, aiuti ai Paesi in via di sviluppo, turismo e rimesse dei lavoratori. Queste entrate estere sono cruciali per il Paese, data la limitata capacità di produzione interna e la necessità di importare quasi tutti i prodotti alimentari essenziali e manufatti.

La popolazione è sempre stata esperta gente di mare, e un gran numero di giovani lavora nelle navi di flotte straniere. I maggiori donatori di sussidi sono Giappone, Unione Europea, Australia, Nuova Zelanda e Taiwan. Il turismo è relativamente esiguo, ma comunque importante: tra le maggiori attrazioni sono i siti storici della II Guerra Mondiale e le attività di pesca sportiva ed ecoturismo; la stragrande maggioranza dei turisti proviene dagli Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda.

La popolazione isolana è impegnata nella pesca e nella coltivazione di banane, albero del pane e papaia. L'esportazione principale è la copra, prodotta dalla noce di cocco, che rappresenta circa i due terzi dei proventi. Altri prodotti d'esportazione sono pesci d'acquario, pinne di squalo e alghe.

Le compagnie aeree che collegano Kiribati al resto del mondo sono l'americana Air Pacific e la nazionale Air Kiribati attraverso l'aeroporto internazionale di Tarawa. Air Kiribati fornisce collegamenti per la maggior parte degli atolli popolati per mezzo di piccoli aerei da Tarawa. Esistono anche collegamenti marittimi non regolari con molte delle isole periferiche.