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Romania
Situata nella parte nord-orientale della penisola balcanica e confinante con l'Ucraina a nord ed est, la Moldavia ad est, il Mar Nero a sud-est, la Bulgaria a sud, la Serbia a sud-ovest e l'Ungheria a nord-ovest, la Romania offre una gran varietà di attrazioni turistiche: le città medievali della Transilvania, il Monasteri dipinti di Bucovina, i villaggi fortificati di Maramureş, la magnifica Bucarest, romantici castelli e stazioni termali, il Delta del Danubio, le località balneari sul Mar Nero e le maestose montagne dei Carpazi.
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Divisione amministrativa
La Macroregione 1 include le regioni |
In breve
Area: 237 500 km²
-- Popolazione: circa 22.2 milioni di abitanti
-- Densità: 94 abitanti per km²
-- Governo: Repubblica semi-presidenziale
-- Capitale: Bucarest
-- Lingua: Romeno
-- Religione: cristiano ortodossa
-- Moneta: Leu rumeno (RON)
-- Prefisso telefonico dall'Italia: 0040
-- Prefisso telefonico per l'Italia: 0039
-- Sigla Automobilistica: RO
-- Fuso orario: UTC+2 (un'ora in più rispetto all'Italia)
-- Suffisso internet: .ro
-- Membro di: ONU dal 1995, EU dal 2007
-- Link Utili:
Sito Ufficiale del Governo della Romania |
Ambasciata italiana in Bucharest |
Ambasciata della Romania in Italia (Roma) |
Sito della Farnesina per la Romania |
Sito dell'ICE per la Romania |
Ente Turismo della Romania (in inglese) ((in italiano) | Database del Turismo
-- Numeri Utili: numero unico di emergenza 112
-- Vademecum per il Turista Italiano: è sufficiente il passaporto o la carta d'identità valida per l'espatrio in corso di validità.
Il territorio della Romania
Il paesaggio è dominato da un altopiano centrale circondato su tre fronti da montagne, il che fa somigliare il Paese ad un enorme anfiteatro. La catena dei Carpazi occupa un terzo dell'intera superficie e attraversa il territorio formando un arco.
Il Danubio dopo aver attraversato otto Paesi percorrendo oltre 2800 km, completa il suo corso in sulla costa rumena del Mar Nero con un ampio Delta. Quasi la metà del territorio è seminativo, con produzione di mais, grano, orzo, avena, tabacco e fibre tessili; sviluppato l'allevamento ovino. Le risorse naturali sono abbondanti, in particolare petrolio e metalli. La fauna selvatica è rappresentata da lupi, orsi, linci, cervi, camosci e moltissime varietà avicole.
Il clima
Il clima è continentale nell'interno, più mite sul Mar Nero. In autunno e primavera ci sono abbondanti precipitazioni, l'estate è calda e secca, l'inverno freddo con molta neve. I mesi più freddi sono gennaio e febbraio, quando le temperature possono scendere sotto zero, e i mesi più caldi sono luglio e agosto, con temperature medie intorno ai 25° C.
La nazione
Come ci ricorda l'etimologia del nome, questa nazione discende dai colonizzatori Romani che si stabilirono qui nel primo secolo dell'era cristiana per difendere il confine orientale dell'Impero dalle invasioni; infatti la lingua rumena appartiene al gruppo latino, come francese, spagnolo, italiano, portoghese.
La storia
Studi archeologici indicano che la Romania era abitata già in epoca preistorica, tuttavia le prime notizie certe risalgono al III secolo a.C., quando il Paese fu occupato dai Daci, una tribù della Tracia. Nel 106 d.C., sotto l'imperatore Traiano, la Dacia fu incorporata nell'impero romano; gruppi di Daci si rifugiarono sulle montagne conservando le loro tradizioni e costumi, mentre nella provincia si insediavano coloni romani che costruivano strade, fortezze e città. Le origini etniche del popolo rumeno si fanno risalire ai matrimoni misti tra coloni e Daci. Nel IV secolo d.C. Roma abbandonò la Romania, che dovette fronteggiare molti invasori, tra cui gli Unni magiari, che occuparono la Transilvania. Nel periodo medievale la nazione riemerse con i Principati di Moldavia e Valacchia, sui quali nel corso del XIV secolo i turchi ottomani estesero la loro influenza fino a metà del XIX secolo. Nel 1859 i due principati vennero unificati sotto un unico principe, Alexandru Ioan Cuza, e ottennero la ratificazione dell'indipendenza nel 1878 con il Trattato di Berlino. Un principe tedesco, Carol di Hohenzollern-Sigmaringen, fu incoronato primo re di Romania nel 1881.
Il nuovo stato, stretto tra gli Imperi ottomano, austro-ungarico e russo, guardava verso l'Occidente, in particolare verso la Francia, come modello culturale, educativo e amministrativo. Nella prima guerra mondiale la Romania fu alleata alle potenze dell'Intesa e agli Stati Uniti, e dopo la guerra ottenne l'annessione di vari territori abitati da popolazioni rumene, tra cui Transilvania, Bessarabia e Bucovina. I governi antecedenti alla II Guerra Mondiale restarono formalmente fedeli alla monarchia liberale costituzionale, ma cresceva un forte movimento fascista "Garda de fier", che sfruttando il nazionalismo, la paura del comunismo e il risentimento contro la dominazione straniera ed ebrea dell'economia portò alla creazione di una dittatura nel 1938 sotto re Carol II. Nel 1940 il generale Antonescu prese il potere, e nel giugno 1941 trascinò la Romania in guerra a fianco delle Potenze dell'Asse, invadendo l'Unione Sovietica per recuperare la Bessarabia e la Bucovina, annesse dal regime stalinista nel 1940. Nell'agosto del 1944 un colpo di stato guidato dal re Mihai, con il sostegno dell'opposizione e dell'esercito, depose Antonescu e passò agli Alleati. Secondo il rapporto Wiesel del 2004, durante l'alleanza con la Germania hitleriana le autorità rumene furono responsabili della morte di 280.000 - 380.000 ebrei rumeni e ucraini nei territori sotto giurisdizione rumena (Bessarabia, Bucovina e Transnistria) e di 132.000 ebrei rumeni in Transilvania. Il trattato di pace firmato a Parigi il 10 Febbraio 1947 confermò l'annessione sovietica di Bessarabia e Bucovina settentrionale, ma restituì al Paese la parte settentrionale della Transilvania. Il trattato inoltre imponeva alla Romania pesanti riparazioni di guerra all'Unione Sovietica, che pretese l'ingresso del partito comunista rumeno nel governo e fece estromettere dalla vita politica i leader non-comunisti. Re Mihai fu costretto ad abdicare e andare in esilio nel dicembre 1947, venne dichiarata la Repubblica e instaurata un'economia di tipo sovietico. Le forse di occupazione sovietica lasciarono la Romania nel 1958, e il governo comunista rumeno avviò una linea politica autonoma dall'Unione Sovietica. Nicolae Ceauşescu divenne capo del Partito Comunista nel 1965 e capo di stato nel 1967; la sua denuncia dell'invasione della Cecoslovacchia del 1968 diede un segnale positivo in patria e in Occidente ma il regime dalla fine del 1970 divenne sempre più arbitrario; la rapida crescita economica alimentata da capitali stranieri portò ad una politica autarchica accompagnata da repressioni. Nel 1987 la disoccupazione e la scarsità di materie prime scatenarono nella città di Brasov una rivolta, che il governo represse duramente. Dopo il crollo del comunismo nell'Europa orientale tra l'estate e l'autunno del 1989, a metà dicembre scoppiò una protesta a Timişoara contro il trasferimento forzato di un pastore di etnia ungherese, protesta che diede il via ad una ribellione su scala nazionale contro il regime, che venne abbattuto. Ceauşescu e sua moglie furono giustiziati il 25 dicembre 1989, dopo un processo militare sommario e ci furono circa 1.500 vittime negli scontri sulle strade tra le varie fazioni. Si formò una coalizione di governo, il Frontul Salvării Naţionale (FSN) sotto la guida di Ion Iliescu, che dichiarò il ripristino della libertà e lo scioglimento del partito comunista. Da allora la Romania ha scelto la strada della democrazia e dell'economia di mercato, anche se con alterne vicende, a causa della corruzione retaggio dell'era comunista. La costituzione del 1991 sancisce che la Romania è una democrazia basata sull'economia di mercato, in cui la dignità umana, i diritti civili e le libertà, lo sviluppo della personalità umana e il pluralismo politico sono valori supremi. |
Le città e luoghi d'interesse
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Siti UNESCO
L'economia
Il Paese ha notevole potenziale economico: ricchezza di terreni agricoli, fonti energetiche diversificate (carbone, petrolio, gas naturale, energia idroelettrica e nucleare), una base industriale che comprende quasi tutte le attività manifatturiere, una forza lavoro istruita, opportunità turistiche sul Mar Nero e nei Carpazi.
Il governo comunista tuttavia si indebitò pesantemente con l'Occidente per costruire una base industriale di proprietà statale; a seguito della crisi petrolifera del 1979 e le ristrutturazione del debito nel 1981, Ceauşescu avviò uno sforzo senza precedenti per la restituzione del debito estero adottando misure drastiche che ebbero un effetto devastante sulla popolazione: le importazioni vitali vennero drasticamente ridotte, derrate alimentari e carburante razionate, mentre il governo esportava tutto il possibile per guadagnare valuta. Alla caduta di Ceauşescu i governi successivi hanno cercato di costruire un'economia di mercato di tipo occidentale, ma il ritmo di ristrutturazione è stato molto lento. Nel 1994 la base giuridica per l'economia di mercato era stata completata e dopo le elezioni del 1996 la coalizione di governo ha tentato di eliminare le sovvenzioni al consumo, ha liberalizzato i prezzi e i tassi di cambio, varato leggi che consentono investimenti di capitali stranieri. Nel 1992 il Paese ha firmato un accordo di associazione con l'UE e nel 1993 un accordo di libero scambio con l'EFTA; ad Helsinki nel dicembre 1999 l'Unione europea ha invitato la Romania ad avviare formalmente i negoziati di adesione, negoziati che si sono conclusi nel dicembre 2004. Nel mese di aprile 2005 l'UE ha firmato un trattato di adesione con la Romania e la vicina Bulgaria, e nel gennaio 2007 i due Paesi sono stati entrambi accolti nell'UE. L'integrazione economica della Romania nel mercato mondiale è stata ostacolata nel 2008 dalla recessione finanziaria globale; a causa del crescente deficit di bilancio, il governo rumeno ha chiesto un pacchetto di assistenza finanziaria al Fondo monetario internazionale (FMI), alla Commissione europea, e alla Banca mondiale nel marzo 2009, e il Parlamento ha varato un programma di misure di austerità il 15 giugno 2010. |