| HOME | Africa | America | Asia | Europa | Oceania | Images | |
| SIETE QUI: Asia » Indonesia |
IndonesiaLa Repubblica d'Indonesia è un Paese transcontinentale situato tra penisola indocinese e Oceania.
Con più di 17.500 isole situate tra gli Oceani Indiano e Pacifico, è il più grande arcipelago del mondo, il quarto Paese per popolazione e il primo per numero di musulmani, e una tra le aree con maggiore biodiversità.
Dopo tre secoli e mezzo di colonialismo olandese, l'Indonesia dalla sua indipendenza ha dovuto affrontare le grandi sfide poste da calamità naturali, separatismo, corruzione politica, processo di democratizzazione e grandi cambiamenti economici. |
|
In breve
Area: 1.919.317 km²
-- Popolazione: circa 240.3 milioni di abitanti
-- Densità: abitanti per km²
-- Governo: repubblica presidenziale
-- Capitale: Jakarta
-- Lingua: Bahasa Indonesia
-- Religione: musulmana 87%
-- Moneta: rupia indonesiana (IDR)
-- Prefisso telefonico: dall'Italia 0062
-- Prefisso telefonico: per l'Italia 00139
-- Fuso orario: UTC+7 Sumatra e Giava; UTC+8 Bali; UTC+9 Indonesia orientale
-- Sigla Automobilistica:
-- Suffisso internet: .id
-- Membro di: ONU dal 1950, G20
-- Link Utili: Ambasciata italiana a Jakarta | Ambasciata dell'Indonesia in Italia | Sito dell'ICE per Indonesia | Ente Turismo dell'Indonesia
-- Vademecum per il Turista Italiano: è necessario il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi alla data di ingresso, per guidare è richiesta la patente Internazionale (Modello Convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968); verificare anche ulteriori informazioni sul Sito della Farnesina per l'Indonesia
Il territorio dell'Indonesia
L'Indonesia comprende 13.677 isole, di cui circa 6.000 sono abitate. Le cinque isole principali sono Sumatra, Giava, Borneo, Sulawesi e Nuova Guinea. L'isola del Borneo è politicamente divisa con Malesia e Brunei, mentre la parte orientale della Nuova Guinea appartiene allo stato di Papua Nuova Guinea.
Il Paese può essere diviso in tre regioni geografiche: la piattaforma della Sonda, la piattaforma Sahul e la Sonda Minore. La piattaforma della Sonda include Giava, Sumatra e Kalimantan, e presenta una flora e fauna simile a quelle asiatiche, il che fa ritenere che anticamente fosse parte del continente asiatico. La piattaforma Sahul include la nuova Guinea ed è caratterizzata da flora e fauna affini a quelle dell'Australia, alla quale era presumibilmente collegata in passate ere geologiche. Le Isole della Sonda Minore, tra cui Sulawesi e gli arcipelaghi delle Molucche e Nusa Tenggara probabilmente non sono mai state collegate alle masse continentali, in quanto ospitano specie uniche di piante e animali, come i famosi "draghi" dell'isola di Komodo, lucertole che possono raggiungere i 3 metri di lunghezza. L'Indonesia fa parte dell'anello di fuoco del Pacifico, e comprende oltre 400 vulcani, di cui una settantina sono ancora attivi; si registrano terremoti ogni giorno, e vi è una eruzione vulcanica mediamente almeno una volta all'anno. Anche se si trova nella zona equatoriale, ha montagne innevate, che raggiungono i 5030 metri con il monte Puncak Wijaya su Irian Jaya. Quasi due terzi del territorio sono ricoperti da foreste pluviali tropicali, il 10% dell'intera foresta pluviale mondiale, con alberi pregiati come teak, ebano, sandalo, canfora, e le piante del chiodo di garofano (Syzygium aromaticum) e noce moscata (Myristica fragrans). La fauna endemica include il rinoceronte unicorno di Java (simile a quello indiano), l'orango (presente solo in Kalimantan e Sumatra), il capriolo lillipuziano (non più grande di una lepre), le falene atlante (che arrivano ad un'apertura alare di 25 cm) e gli sgargianti uccelli del paradiso, inabili al volo. L'Indonesia è particolarmente vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici, con la seconda foresta tropicale del mondo e il maggior tasso di deforestazione, è terzo Paese per emissioni di gas serra, dietro Cina e Stati Uniti, ma durante il G20 del 2009 il Presidente Yudhoyono si è impegnato a ridurre le emissioni del 41% entro il 2020. Con il contributo del governo statunitense sono state avviate iniziative per la conservazione dell'alta biodiversità nel Cuore del Borneo in sinergia con Malesia e Brunei. L'Indonesia ospita anche la più grande biodiversità marina del pianeta e nel mese di agosto 2007 è partito il progetto Coral Triangle Initiative per migliorare la conservazione del corallo e incoraggiare la pesca sostenibile. Il clima
Il clima è equatoriale con alto tasso di umidità, e due sole stagioni: la stagione secca da maggio a settembre e la stagione delle piogge da ottobre ad aprile, durante la quale sono frequenti i monsoni.
I luoghi d'interesse
Siti UNESCO
|
Dove soggiornareHotel consigliati e altre strutture ricettive in: Bali Kuta | Bali Sanur | Bali Ubud | Bandung | Jakarta | Jimbaran | Medan | Nusa Dua | Surabaya | Yogyakarta
La nazione
Il nome "Indonesia" deriva dal latino Indus (=India) e dal greco nesos (=isola), coniato dagli europei nel XVIII secolo, mentre le popolazioni autoctone chiamano il loro paese Tanah Air Kita (=la nostra terra e acqua). Quarta nazione al mondo per popolazione, con l'isola più popolosa al mondo, Giava con 124 milioni di abitanti (2005), l'Indonesia include numerosi gruppi culturali e linguistici imparentati ma distinti, molti dei quali di etnia malese. Dopo l'indipendenza, il Bahasa Indonesia, una lingua malese, è diventata la lingua ufficiale.
Circa l'87% della popolazione è musulmana, il che ne fa la più grande nazione islamica al mondo. Nell'isola di Bali la popolazione è induista, e discende dagli indù che fuggirono dall'India al tempo dell'invasione musulmana, i quali rispettano ancora il rigoroso sistema di caste indiano. Ci sono anche molti cristiani, e alcune religioni animiste sono praticate su singole isole.
La storia
All'arrivo degli europei, le isole di Giava e Sumatra erano già sede da molti secoli di civiltà avanzate, che commerciavano con la Cina e l'India e poco a poco avevano adottato la cultura, religione e il modello politico degli indiani; Nel primo secolo dC diversi regni induisti e buddisti erano sorti in Indonesia, e dal VII al XIV secolo nell'isola di Sumatra era fiorito il regno buddhista di Srivijaya, i cui confini arrivavano fino a West Java e alla penisola malese.
Nella parte orientale dell'isola di Giava dal XIV secolo si era sviluppato il regno induista di Majapahit, il cui primo ministro Gadjah Mada (1331-1364) era riuscito a conquistare la fedeltà dalla maggior parte dell'odierna Indonesia e dell'arcipelago malese. L'Islam arrivò in Indonesia durante il XII secolo e si sostituì all'induismo entro la fine del XVI secolo a Giava e Sumatra, mentre Bali restava prevalentemente induista.
Dopo i mercanti musulmani, le potenze europee iniziarono a contendersi il monopolio del commercio delle spezie nelle Molucche. A partire dal 1602 gli olandesi iniziarono ad occupare l'Indonesia, sfruttando la debolezza dei piccoli regni in cui si era suddiviso l'antico stato induista di Majapahit. Timor Est invece rimase sotto il controllo del Portogallo fino al 1975. Nei 300 anni di governo europeo, le Indie Orientali Olandesi divennero una tra le più ricche colonie al mondo. Un evento catastrofico ebbe luogo tra il 26 e il 27 agosto 1883 quando l'eruzione del vulcano Krakatoa, situato sull'isola omonima nello Stretto della Sonda tra Sumatra e Giava, produsse una delle più grandi esplosioni nella storia - equivalente a 200 megatoni di TNT, distruggendo l'isola su cui si trovava, creando un buco di 41 kmq sul fondo marino e provocando un maremoto che uccise probabilmente oltre 120mila persone (gli olandesi riferirono 36417 vittime ufficiali). In conseguenza della nube vulcanica la temperatura globale scese di 1.2° C nell'anno successivo. Agli inizi del XX secolo ebbe inizio il movimento per l'indipendenza, che si sviluppò rapidamente tra le due guerre mondiali, guidato da un gruppo di giovani professionisti e studenti, alcuni dei quali erano stati educati nei Paesi Bassi; tra loro c'era il primo presidente dell'Indonesia, Sukarno (1945-1967). Durante la II Guerra Mondiale l'Indonesia fu occupata per tre anni dai giapponesi (1942-1945). Il 17 agosto 1945, tre giorni dopo la resa del Giappone, un piccolo gruppo di indonesiani guidati da Sukarno e Mohammad Hatta proclamarono l'indipendenza fondando la Repubblica di Indonesia. Gli sforzi olandesi di ristabilire il controllo incontrarono una forte resistenza, tanto che dopo quattro anni di guerra e trattative, l'Olanda trasferì la sovranità al governo federale indonesiano, e nel 1950 l'Indonesia divenne il 60° stato membro delle Nazioni Unite. La costituzione, promulgata nel 1945, introdusse la cosiddetta Pancasila, vale a dire i cinque principi fondamentali del nuovo Stato: monoteismo, umanitarianismo, unità nazionale, democrazia rappresentativa per consenso popolare e giustizia sociale. Il ruolo dell'Islam nel governo dell'Indonesia divenne un grave problema di divisione. Sokarno difendeva lo Stato laico basato sulla Pancasila, mentre alcuni gruppi musulmani chiedevano uno Stato islamico o una costituzione che richiedesse ai cittadini musulmani di assoggettarsi alla legge islamica. Al momento dell'indipendenza gli olandesi avevano mantenuto il controllo della metà occidentale della Nuova Guinea (conosciuta come Irian Jaya al tempo di Sukarno e come Papua dal 2000); i negoziati con gli olandesi per l'incorporazione di Irian Jaya nell'Indonesia fallirono, e si arrivò a scontri armati tra le truppe indonesiane e olandesi nel 1961. Nell'agosto 1962 le due parti raggiunsero un primo accordo e nel 1969 sotto la supervisione dell'ONU Irian Jaya venne trasferita all'Indonesia. Tuttavia una parte della popolazione di Papua avrebbe voluto l'indipendenza dall'Indonesia, e da allora permane un'attività di guerriglia. Dal 1959 al 1965 il Presidente Sekarno impose un regime autoritario sotto l'etichetta di "democrazia guidata", e respingendo alleanze formali sia con il blocco occidentale che con quello comunista, nel 1955 a Bandung, nella provincia di West Java, Sokarno pose le basi del Movimento dei Paesi Non-Allineati. Alla fine degli anni Cinquanta si sviluppò il partito comunista indonesiano (PKI), che divenne ben presto il maggior partito comunista mondiale al di fuori dell'Unione Sovietica e della Cina.Il 1 ottobre 1965 il PKI occupò posizioni chiave a Giacarta, uccidendo sei generali. Il maggiore generale Suharto, comandante della Strategic Army Reserve, raccolse truppe dell'esercito contro il PKI per ristabilire il controllo sulla città, e a quel punto gli scontri si diffusero in tutta l'Indonesia, con un numero di vittime stimato tra 160.000 e 500.000. L'ordine venne ristabilito alla fine del 1966, ma da allora il partito comunista è vietato in Indonesia. Nel marzo 1966 Sokarno trasferì poteri politici e militari del generale Suharto, che nel 1967 venne nominato Presidente, mentre Sokarno restò agli arresti domiciliari fino alla sua morte nel 1970. Suharto proclamò un "Nuovo Ordine" nella politica indonesiana, risanando l'economia attraverso una struttura amministrativa dominata dai militari, ma con la consulenza di esperti economici educati in occidente. L'Assemblea Consultiva del Popolo (MPR) rielesse Suharto per sette mandati consecutivi, fino al 1998. A metà del 1997 l'Indonesia risentì della crisi finanziaria asiatica, accompagnata dalla peggiore siccità degli ultimi 50 anni e dal calo dei prezzi del petrolio e del gas, con conseguente inflazione e fuga di capitali. Aumentarono le proteste popolari, che spinsero Suharto alle dimissioni il 21 Maggio 1998. Il Vice Presidente BJ Habibie divenne il terzo presidente dell'Indonesia, e subito avviò un programma di stabilizzazione economica, liberò molti prigionieri politici, e rimosse i controlli sulla stampa, sui partiti politici e sindacati. Il 30 agosto 1999, sotto l'egida delle Nazioni Unite, il popolo di Timor Est andò alle elezioni per scegliere tra autonomia e indipendenza, e il 78,5% degli elettori si pronunciò a favore dell'indipendenza. Il risultato referendario scatenò un'ondata di violenza e distruzione che fece molte vittime. Nel 2004 il nuovo legislativo approvò un emendamento alla Costituzione, trasformando l'Indonesia in repubblica presidenziale. Il 5 luglio si tennero le prime elezioni presidenziali, e nel ballottaggio venne eletto Susilo Bambang Yudhoyono del Partito Democratico; nelle elezioni del 2009 la Presidenza è andata all'ex ministro dell'economia Boediono. Nel corso del primo decennio del XXI secolo numerose catastrofi naturali hanno devastato varie parti dell'Indonesia. Lo tsunami del 26 dicembre 2004 uccise oltre 130mila persone nella provincia di Aceh, lasciando più di 500mila senzatetto. Il 26 marzo 2005 un terremoto di magnitudo 8,7 tra le province di Aceh e Nord Sumatra fece 905 vittime e decine di migliaia di sfollati. L'attività sismica del Nel maggio 2006, un sisma di magnitudo 6,2 localizzato attorno al Monte Merapi provocò 5000 vittime e oltre 200mila senzatetto nella regione di Yogyakarta. Il 30 settembre 2009 un terremoto di magnitudo 7.6 colpì la provincia di Sumatra occidentale, uccidendo almeno 1.100 persone. L'economia
L'Indonesia ha una economia di mercato in cui il governo svolge un ruolo significativo, gestendo imprese statali e controllando i prezzi su alcuni beni di base tra cui il combustibile, il riso e l'elettricità. A metà degli anni Ottanta il governo iniziò ad eliminare gli ostacoli normativi all'attività economica per stimolare l'occupazione e la crescita nel settore delle esportazioni.
La crisi finanziaria asiatica del 1997 colpì fortemente l'Indonesia, che nel 1998 registrò un PIL del -13,1%, con la disoccupazione al 20%. Per risolvere la crisi il governo assorbì numerose attività del settore privato attraverso la ristrutturazione del debito, rivendendole in seguito con un rendimento del 29%, procedette alla ricapitalizzazione del settore bancario, e prese misure per stimolare la crescita e gli investimenti. Grazie a tali iniziative il PIL è tornato a crescere in positivo, arrivando al 6,3% nel 2007. Nel 2009 il Paese risulta il terzo per crescita tra i membri del G-20, dietro Cina e India. La povertà e la disoccupazione sono diminuite, e molti analisti ritengono che il Paese si unirà presto ai mercati emergenti del "BRIC" (Brasile, Russia, India e Cina). Nel settore minerario, al primo posto c'è il settore petrolifero e del gas - di cui è decimo produttore al mondo -, con il 19,5% del PIL totale. Il Paese ha una vasta gamma di giacimenti minerari, tra cui bauxite, argento, stagno, rame, nichel, oro e carbone. Il 44,3% della forza lavoro è impegnata nell'agricoltura, che produce soprattutto olio di palma, riso, tè, caffè, spezie e gomma. Le industrie principali sono quelle del petrolio e gas naturale, l'industria tessile e la mineraria. |
Divisione amministrativa
![]() |