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Corea del Sud

bandiera Corea del SudLa Repubblica di Corea occupa la sezione meridionale della penisola coreana a nord-est del continente asiatico, e vanta una lunga e gloriosa tradizione nutrita di buddismo e confucianesimo.

Nel corso degli ultimi decenni, il Paese si è trasformato da società agricola a potenza industriale di livello mondiale, facendo enormi progressi nel campo dell'istruzione, della scienza, della tecnologia e del benessere sociale, con numerose aziende coreane che sono diventate leader del settore (DaeWoo, HyunDai, KIA, LG, Samsung). Il successo e l'orgoglio di questo popolo si è manifestato anche nel ricco medagliere olimpico di Londra 2012, in cui la Repubblica di Corea si è classificata quinta (dopo USA, Cina, Regno Unito e Federazione Russa) con 28 medaglie totali di cui ben 13 d'oro.


Corea del Sud

Divisione amministrativa

La Corea del Sud è divisa in province, una provincia speciale con autogoverno, città metropolitane, e città speciali.
  • 8 province ("do"): Gyeonggi, Gangwon, Nord Chungcheong (Chungbuk), Sud Chungcheong (Chungnam), Nord Jeolla (Jeonbuk), Sud Jeolla (Jeonnam), Nord Gyeongsang (Gyeongbuk), Sud Gyeongsang (Gyeongnam);
  • una provincia speciale con autogoverno (Teukbyeoljachi-do): Jeju
  • 6 città metropolitane (Gwangyeoksi), città importanti che non fanno parte di alcuna provincia, dotate di auto-governo: Busan, Incheon, Daegu, Gwangju, Daejeon, Ulsan
  • una città speciale (Teukbyeolsi): Seoul, risuddivisa in distretti chiamati "gu".
  • una città speciale con autogoverno (Teukbyeol-jachisi): Sejong

In breve

Area: 99.601 km² -- Popolazione: circa 48 milioni di abitanti -- Densità: 491 abitanti per km² -- Governo: repubblica presidenziale -- Capitale: Seoul -- Lingua: coreano; la lingua scritta usa l'alfabeto Hangul -- Religione: cristianesimo (29%), buddismo (22%) -- Moneta: Won sudcoreano -- Prefisso telefonico: dall'Italia 0082 -- Prefisso telefonico: per l'Italia 001 (o 002 0 00700) 39 -- Fuso orario: UTC+9; +8h rispetto all'Italia, + 7h quando in Italia vige l'ora legale -- Sigla Automobilistica: KR -- Suffisso internet: .kr -- Membro di: ONU -- Suffisso internet: .kr -- Bandiera: chiamata Taegeukgi, è bianca con un simbolo yin-yang rosso e blu al centro, e in ciascun angolo del campo bianco un diverso trigramma nero dall'antico I Ching (Libro dei mutamenti).

Link Utili

Sito Ufficiale della Corea del Sud | Ambasciata italiana in Corea del Sud | Ambasciata della Corea del Sud in Italia: Via Barnaba Oriani 30, 00197 Roma (RM)-- Tel. 06 802461 | Sito dell'ICE Corea del Sud | Ente Turismo del Corea del Sud | -- Numeri Utili: Ambulanza e Vigili del fuoco: 119 -- Polizia: 112 -- Vademecum per il Turista Italiano: è necessario il passaporto con validità residua di almeno tre mesi; verificare anche ulteriori informazioni sul Sito della Farnesina per la Corea del Sud

La Popolazione

I coreani, come molti altri popoli asiatici, sono discendenti del ceppo mongolo Tungus, ma si sono evoluti come gruppo etnico omogeneo con la propria lingua, cultura e costumi in modo diverso dai vicini giapponesi e cinesi. C'è una piccola comunità cinese di circa 20mila persone, e c'è un crescente tasso di matrimoni interrazziali. La densità è tra le più alte al mondo, con grandi metropoli nel nord-ovest, sud-est e nelle pianure a sud della zona Seoul-Incheon. Il tasso di emigrazione è molto alto, principalmente in Cina (2,4 milioni), Stati Uniti (2,1 milioni), Giappone (600mila), e Paesi dell'ex Unione Sovietica (500mila).

Anche se solo lo 0,2% dei sudcoreani professa ufficialmente il confucianesimo, la cultura coreana rimane fortemente intrisa di valori e credenze confuciani.

La lingua coreana è imparentata al giapponese e al mongolo. Si ritiene che gli ideogrammi cinesi vennero introdotti in Corea prima del II secolo a.C.: le classi colte parlavano in coreano, ma leggevano e scrivevano in cinese. Nel XV secolo il re Sejong inventò l'hangul, un sistema di scrittura "volgare" per la gente comune che non sapeva leggere il cinese classico. Il coreano moderno utilizza quasi esclusivamente l'hangul, con uso limitato di ideogrammi cinesi, circa 1300. L'inglese viene insegnato come seconda lingua nella maggior parte delle scuole primarie e secondarie.

Anche nel settore delle arti marziali la Corea ha elaborato delle proprie discipline, come lo Hapkido, tradizionale arte marziale di autodifesa, e il Taekwondo, che si è diffuso in molti Paesi ed è oggi inserito anche tra le discipline olimpiche.

Territorio e Clima

Il territorio interno è montuoso, parzialmente coperto da foreste separate da valli strette e profonde; lungo le coste, in particolare a ovest e a sud, il terreno è pianeggiante e coltivato. Il clima è temperato, con precipitazioni più forti in estate che in inverno.

Siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità

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  • I templi di Haeinsa e Janggyeong Panjeon, con biblioteche di tavolette Tripitaka Koreana - Situato sul monte Kaya, il tempio Haeinsa conserva la Tripitaka Koreana, la versione più completa del canone di testi buddisti, registrati tra il 1237 e il 1249 su 80mila tavolette di legno. Il tempio di Panjeon Janggyeong venne costruito nel XV secolo con sorprendente maestria nella progettazione di tecniche per la conservazione delle venerate tavolette, che sono anche eccezionali opere d'arte.
  • Santuario di Jongmyo - Dedicato agli antenati della dinastia Choson (1392-1910), è il più antico tra i santuari confuciani regali ancora esistenti, e anche il più autentico, in quanto ha conservato la stessa configurazione del XVI secolo. Vi sono conservate le tavolette con incisi gli insegnamenti dei membri della famiglia reale, e vi si celebrano ancora cerimonie rituali accompagnate da musica, canti e danze, rispettando una tradizione che risale al XIV secolo.
  • Grotta di Seokguram e Tempio Bulguksa - Situata sul fianco della collina T'oham, la grotta fu predisposta nell'VIII secolo per ospitarvi una statua del Buddha in posizione bhumisparsha mudra. La statua, circondata da immagini di divinità, Bodhisattva e discepoli, scolpite in altorilievo e bassorilievo, è un capolavoro di arte buddista dall'Estremo Oriente. Il tempio Bulguksa fu costruito nel 774, e costituisce con la Grotta un complesso religioso di enorme valore architettonico.
  • Changdeokgung Palace Complex - Agli inizi del Quattrocento, l'imperatore T'aejong ordinò la costruzione di un nuovo palazzo su un sito per il quale gli auspici erano propizi. Il complesso che include gli edifici pubblici e il palazzo residenziale venne eretto in un giardino, che si estende per 58 ettari, adattato con grande intelligenza alla propria topografia irregolare.
  • Fortezza di Hwaseong - Verso la fine del XVIII secolo l'imperatore Chongjo, della dinastia Choson, trasferì la tomba di suo padre a Suwon e decise di circondarla di fortificazioni, che vennero progettate seguendo le linee dell'architetto Jeong Yakyong, che si avvalse anche degli ultimi sviluppi nel settore dell'architettura militare sia in Oriente che in Occidente. Si possono ancora ammirare le imponenti mura lunghe quasi 6 km e la fortezza con le sue quattro porte, bastioni e torri di artiglieria.
  • Siti dolmen di Gochang, Hwasun e Ganghwa - Le tre necropoli preistoriche contengono molte centinaia di dolmen, tombe costruite su enormi blocchi di pietra risalenti al primo millennio a.C., espressione della cultura megalitica che si sviluppò in molte parti del mondo.
  • Aree storiche di Gyeongju - Vi sono conservati sculture, bassorilievi, pagode, resti di templi e palazzi di arte buddhista coreana datati tra il VII e il X secolo, periodo di grande fioritura di quest'espressione estetica unica nel suo genere.
  • Paesaggio vulcanico e tunnel lavici dell'Isola di Jeju - il sito si compone di tre aree per un totale di 18,846 ettari, pari al 10,3% della superficie dell'isola di Jeju, nella parte più meridionale del territorio della Repubblica di Corea. Le tre aree sono: Geomunoreum, considerata la più bella rete di grotte formate da tunnel di lava al mondo, con tetti e pavimenti multicolori di carbonato e scure pareti laviche; il cono di tufo di Seongsan Ilchulbong, molto simile a una spettacolare fortezza modellata dalle acque oceaniche; il Monte Hallasan, la più alta vetta coreana, con le cascate, formazioni rocciose a configurazioni multiple e cratere lacustre. Il sito non è soltanto di una bellezza insolita, ma rappresenta anche una testimonianza dei processi della storia geologica del pianeta.
  • Tombe Reali della dinastia Joseon (http://whc.unesco.org/en/list/1319) - Un insieme di 40 tombe sparse in 18 località, costruite nell'arco di cinque secoli dal 1408 al 1966. Questi avevano la tradizionale funzione di venerare la memoria ancestrale, affermare l'autorità della monarchia, e chiedere l'aiuto degli spiriti antenati contro il male. Come scenario per le tombe vennero scelti paesaggi di straordinaria bellezza in mezzo ai monti; le tombe sono orientate verso sud, di fronte a un fiume e con una montagna alle spalle. Oltre alla zona di sepoltura, le tombe reali dispongono di una zona cerimoniale, di un'area di accesso e di edifici adiacenti, come il santuario di legno a forma di T, un capannone per il seguito, la cucina reale, l'edificio delle guardie, la porta con le punte rosse e la casa del guardiano. All'esterno le tombe sono decorate con oggetti in pietra, tra cui figure di persone e animali.
  • Borghi Storici Coreani: Hahoe and Yangdong - Fondati nel XIV e XV secolo, Haoe e Yangdong sono considerati i due borghi più rappresentativi dei clan coreani storici, la cui bellezza venne celebrata da poeti tra il XVII e il XVIII secolo. La loro posizione all'interno di montagne boscose, di fronte a un fiume e a dei terreni agricoli, riflette la cultura aristocratica confuciana dei primi anni della dinastia Joseon (1392-1910). La loro posizione aveva lo scopo di trarre dal paesaggio circostante energia fisica e spirituale. I villaggi includono residenze per le famiglie più importanti, solide case di legno madera per i restanti membri del clan, padiglioni, sale studio, accademie confuciane, e gruppi di case ad un solo piano, con mura di argilla e tetti di paglia riservati al popolo.

Dove soggiornare

Hotel in Seoul | Altre località in Corea del Sud

Città e Luoghi d'Interesse

  • La capitale, Seoul (10,5 milioni di abitanti nel 2007)
  • Altre grandi città sono Busan (3,6 milioni), Daegu (2,5 milioni), Incheon (2,7 milioni), Gwangju (1,4 milioni), Daejeon (1,4 milioni), Ulsan (1,1 milioni)
  • Musei: il Museo Nazionale di Arte Contemporanea e il Museo Nazionale della Corea, che illustra 5000 anni di arte coreana.

La Storia

Secondo la leggenda la Corea fu fondata nel 2333 a.C. dal mitico re Tangun. Nei 2000 anni di storia documentata, la Corea ha subito molte invasioni da parte dei vicini più grandi. Nel periodo 1392-1910 sotto la dinastia Joseon il paese respinse numerose invasioni straniere, in parte grazie al suo status sinocentrico, e l'avversione per le influenze straniere nel XIX secolo le guadagnò il titolo di "Regno Eremita".

Con il delino della potenza cinese alla fine del XIX secolo la Corea fu alla mercè delle invasioni occidentali e giapponese. Nel 1910 il Giappone diede inizio a 35 anni di dominio coloniale sulla Corea, e i tentativi di soppiantare la lingua e la cultura coreana hanno lasciato ostilità e risentimento, in particolare tra i coreani più vecchi. Tuttavia nel 1990 le molte restrizioni all'importazione di film, musica pop, moda, e simili dal Giappone sono state revocate, e in particolare le giovani generazioni sono più influenzate dalla cultura giapponese.

La sconfitta del Giappone nel 1945 portò ulteriori conflitti in Corea tra le potenze straniere. La penisola venne divisa lungo il 38° parallelo in Corea del Nord e del Sud, rispettivamente sotto il controllo di Unione Sovietica e Stati Uniti. Il 15 agosto 1948 venne istituita la Repubblica di Corea (ROK), con Rhee Syngman come primo Presidente, e il 9 settembre 1948 la Repubblica democratica popolare di Corea (Corea del Nord) con Kim Il Sung.

Il 25 giugno 1950 le forze nordcoreane invasero la Corea del Sud. Una coalizione di 16 paesi intraprese la prima azione collettiva sotto il Comando delle Nazioni Unite (UNC) e la guida degli Stati Uniti. Lo stesso anno la Cina entrò con le sue truppe a fianco della Corea del Nord. Dopo due anni di stallo del conflitto, si arrivò il 27 luglio 1953 all'accordo di armistizio a Panmunjom, in quella che è oggi la Zona demilitarizzata (DMZ). L'accordo di armistizio venne firmato dai rappresentanti dell'Esercito Popolare di Corea, dai volontari della Repubblica Popolare Cinese e dall'UNC, ma non dalla R.O.K., e non è mai stato firmato di fatto un trattato di pace.

Nei decenni successivi, la Corea del Sud attraversò periodi di turbolenza politica sotto una leadership autocratica. Il presidente Syngman Rhee fu costretto a dimettersi nell'aprile del 1960 a seguito di una rivolta guidata dagli studenti; la Seconda Repubblica, sotto la guida di Chang Myon, cadde solo un anno dopo in un colpo di stato militare diretto dal generale Park Chung Hee. Il governo di Park portò grande crescita economica, ma limitò le libertà politiche e si concluse con il suo assassinio nel 1979. Successivamente un gruppo di militari, guidati dal tenente generale Chun Doo-hwan, prese il potere e promulgò la legge marziale.

Sia sotto Park che sotto Chun si sviluppò nel Paese una forte protesta contro i regimi autoritari; animato principalmente da studenti e attivisti sindacali, il movimento raggiunse il culmine dopo la dichiarazione della legge marziale; uno scontro a Gwangju nel 1980 lascò fece almeno 200 morti tra i civili. Le manifestazioni a favore della democrazia aumentarono, e nel 1987 il governo fu costretto a concedere il ritorno a elezioni presidenziali dirette.

Nel 1987 l'ex generale Roh Tae-woo fu eletto presidente; nelle elezioni del 1992 venne eletto invece un attivista democratico, Kim Young-sam, il primo presidente civile in 32 anni. Dal 1997 in poi il processo di democratizzazione si è ulteriormente consolidato. Nel giugno 2000, si è tenuto uno storico primo summit tra il presidente sudcoreano Kim Dae-jung e il leader nordcoreano Kim Chong-il. Nel dicembre dello stesso anno, il Presidente Kim Dae-jung ottenne il Nobel per la Pace per il suo impegno permanente per la democrazia e i diritti umani in Asia, primo coreano a vincere un Premio Nobel.

L'Economia

Negli ultimi tre decenni del secolo XX la Corea si è trasformata da una delle più povere economie agrarie fino a diventare nel 1996, al momento del suo ingresso nell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) l'undicesima economia al mondo. Il miracolo coreano è stato trainato dai alti tassi di risparmio e investimento e forte enfasi sull'educazione, che ha portato il numero degli iscritti alle università tra i più alti al mondo.

Il percorso di sviluppo, tuttavia, fu pieno di sfide e ostacoli. Dopo l'indipendenza dal Giappone nel 1945, il Paese si trovò a fare i conti con limitate risorse naturali, scarso mercato interno, e scarsa esperienza di sviluppo economico. La guerra di Corea (1950-1953) inoltre prolungò l'instabilità economica a causa dell'alto numero di vittime civili (1,5 milioni) e dei danni bellici a edifici, attrezzature e impianti. Durante il periodo di ricostruzione post-bellica (1953-1960), il tasso economico di crescita fu molto basso, nonostante il massiccio afflusso di aiuti esteri. Tuttavia, tra il 1953 e il 1995, il PIL della Corea è cresciuto ad un tasso medio annuo del 7,6%, mentre la popolazione è aumentata solo del 2.2% annuo, per cui il PNL procapite in termini reali cresceva al tasso annuo del 5,6%.

La struttura industriale si trasformò drasticamente, diversificando la produzione nei settori automobilistico, petrolchimico, elettronico e siderurgico, nella cantieristica navale, e nei tessuti. Come per il resto dell'Asia Orientale, la crisi economica del 1997 ha tuttavia colpito pesantemente anche l'economia sudcoreana.