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Arabia Saudita

bandiera Arabia SauditaIl Regno dell'Arabia Saudita è il maggior Paese della penisola arabica.

Caratterizzato da un territorio molto vario, con foreste, praterie, montagne e deserti, è una nazione moderna che storicamente occupa un posto di primo piano nel mondo arabo e musulmano, essendo custode della Mecca, il santuario più sacro dell'Islam, e patria del profeta Maometto.

La Storia



Arabia Saudita

Divisione amministrativa

L'Arabia Saudita è divisa in 13 province (manatiq ida-riyya, - singolare Mintaqah idariyya). Le province sono poi suddivise in 118 governatorati, numero che comprende i 13 capoluoghi di provincia, i quali hanno uno status diverso dai comuni (amanah) guidati da sindaci (amin). Le province, con la città capitale tra parentesi, sono:
    Baha (Al Bahah), Northern Borders (Arar), Al Jawf (Sakaka), Al Madinah (Medina), Al Qasim (Buraidah), Ha'il (Ha'il), Asir (Abha), Eastern Province (Dammam), Al Riyadh (Riyadh), Tabuk (Tabuk), Najran (Najran city), Makkah (Makkah), Jizan (Jizan).

In breve

Area: 2,200,000 km² -- Popolazione: circa 28 milioni di abitanti -- Densità: 12 abitanti per km² -- Governo: monarchia assoluta -- Capitale: Riyadh -- Lingua: arabo e inglese -- Religione: musulmana -- Moneta: Ryal saudita -- Prefisso telefonico: dall'Italia 00966 -- Prefisso telefonico: per l'Italia 0039 -- Fuso orario: UTC+3 (+2 rispetto all'Italia) -- Sigla Automobilistica: KSA -- Suffisso internet: .sa -- Membro di: ONU dal 24 ottobre 1945

Link Utili

Sito Ufficiale del Governo del Arabia Saudita | Ambasciata italiana in Arabia Saudita | Ambasciata del Arabia Saudita in Italia | Sito dell'ICE per Arabia Saudita | Ente Turismo dell'Arabia Saudita -- Vademecum per il Turista Italiano: il passaporto è necessario, con una validità residua di almeno sei mesi alla data della partenza; verificare anche ulteriori informazioni sul Sito della Farnesina per Arabia Saudita

La bandiera

bandiera Arabia SauditaLa bandiera è verde, il colore tradizionale delle bandiere islamiche, con lo Shahada (credo musulmano) a grandi caratteri arabi bianchi (tradotto come "Non c'è Dio all'infuori di Allah, e Maometto è il suo Messaggero") sopra c'è una sciabola orizzontale bianca, con la punta rivolta verso l'asta, la quale venne aggiunta nel 1906, come simbolo dei successi militari dell'Islam e di Ibn Saud, fondatore del Regno Saudita.

Il Territorio

La penisola arabica è costituita da un antico tavolato di rocce cristalline la cui struttura si sviluppò in contemporanea con le Alpi. I movimenti geologici inclinarono l'intera massa verso est e i bordi occidentali e meridionali verso nord, creando una valle, il Great Rift, che venne riempita dal Mar Rosso. Il Great Rift procede poi in Etiopia e nella regione dei laghi dell'Africa orientale, scomparendo nell'area del Mozambico, Zambia e Zimbabwe. Gli scienziati, analizzando foto scattate dallo spazio, hanno rilevato un vasto ventaglio di crepe e linee di faglia che si estendono a nord e a est dalle alture del Golan, fratture che costituiscono la parte settentrionale del Great Rift e sono forse risultato della lenta rotazione della penisola arabica in senso antiorario, il che tra circa 10 milioni di anni potrebbe trasformare il Golfo Persico in un lago.

Sulla penisola arabica la linea orientale del Great Rift è visibile nella ripida scarpata che corre parallela al Mar Rosso tra il Golfi di Aqaba e Aden. Il versante orientale di questa scarpata è relativamente dolce e discende verso il tavolato esistente prima della fagliazione. Una seconda scarpata, il Tuwayq Jabal, corre da nord a sud attraverso l'area di Riyadh.

La metà settentrionale della scarpata lungo il Mar Rosso è conosciuta come Hijaz e la metà meridionale, più scoscesa, è conosciuta come Asir. A sud la pianura costiera detta Tihamah sale gradualmente dal mare verso i monti. L'Asir si estende fino ai confini del montuoso Yemen. L'altopiano centrale del Najd si estende ad est fino alla Tuwayq Jabal. Una lunga e stretta striscia di deserto chiamata Ad Dahna separa il Najd dall'Arabia orientale, che degrada verso est fino alle coste sabbiose del Golfo Persico.

Il Clima

Con l'eccezione della provincia di Asir, l'Arabia Saudita ha un clima desertico caratterizzato da caldo estremo durante il giorno, brusco abbassamento della temperatura durante la notte, e piogge scarse e irregolari.

Lungo le regioni costiere del Mar Rosso e del Golfo Persico, la temperatura desertica è moderata dalla vicinanza del mare; qui le temperature raramente superano i 38° C, ma l'umidità relativa è di solito superiore all'85%, producendo foschia afosa durante il giorno e nebbia calda di notte. Quando soffiano i venti da nord rendono il clima delle zone costiere sopportabile d'estate e piacevole in inverno, mentre il vento da sud è accompagnato sempre da un aumento di temperatura e umidità e da un particolare tipo di tempesta nell'area del Golfo nota come "kauf". Nella tarda primavera e all'inizio dell'estate soffia un forte vento da nord-ovest, lo Shamal, particolarmente forte nella parte orientale, che prosegue per quasi tre mesi, causando tempeste di sabbia e polvere.

Nel Najd e nei grandi deserti prevale un clima uniforme, con temperatura media estiva di 45° C, e si possono raggiungere picchi di 54° C; le notti sono relativamente fresche, e in inverno, anche se la temperatura raramente scende al di sotto dello zero, la quasi totale assenza di umidità e i venti creano un'atmosfera molto fredda. In primavera e autunno la temperatura media è di 29° C.

La regione di Asir tra ottobre e marzo è soggetta ai monsoni provenienti dall'Oceano Indiano, e in questo periodo si ha una media di 300 mm di pioggia - il 60 per cento del totale annuo. Nel resto del paese, le precipitazioni sono scarse e irregolari. Possono verificarsi ogni anno uno o due eventi torrenziali che inondano i wadi, scomparendo rapidamente nel terreno per essere intrappolati sopra gli strati di roccia impermeabile, in grado tuttavia di sostenere la crescita di foraggio. Anche se la media delle precipitazioni è di 100 mm all'anno, intere regioni possono non avere precipitazioni per diversi anni consecutivi, e quando si verificano tali periodi di siccità le zone colpite non riescono più a sostenere allevamento o agricoltura.

L'Economia

L'Arabia Saudita è il maggior produttore ed esportatore di petrolio greggio al mondo, e il Paese con le maggiori riserve, che al tasso di estrazione corrente, potranno bastare per almeno 70 anni. Il settore industriale comprende produzione, servizi, e costruzioni, ed è in forte crescita. Le maggiori industrie non petrolifere si concentrano nel petrolchimico echimico.

L'agricoltura riceve massicci incentivi statali, miranti a rendere il Paese almeno in parte autosufficiente, ma l'incremento dei territori coltivati ha portato all'esaurimento delle già scarse risorse idriche sotterranee.

I problemi attuali del Paese sono la popolazione in rapida crescita, lo svuotamento delle falde acquifere, e un'economia ancora in gran parte dipendente dal petrolio.

Città e Luoghi d'Interesse

  • Riyadh è la capitale e la città maggiore, con oltre 4 milioni di abitanti, capoluogo della provincia di Ar Riyadh nella regione geografica del Najd, al centro della penisola arabica su un vasto altopiano. Riyadh deriva da una parola araba che significa "luogo di giardini e alberi" ("Rawdah"); grazia alla presenza di molti wadi nella zona, Riyadh è stata fin dall'antichità una zona fertile.
  • Jeddah, sulla costa del Mar Rosso, è il principale centro urbano nella parte occidentale e seconda città per popolazione con oltre 3.4 milioni di abitanti; capitale commerciale dell'Arabia Saudita, è tra le città più ricche del Medio Oriente; è tappa obbligata per i visitatori della Mecca, città santa dell'Islam.
  • Dammam, capitale della provincia orientale e uno dei più grandi porti sul Golfo Persico, servita anche dal King Fahad International Airport. Nelle vicinanze sorgono le città di Khobar, fiorente e moderno centro economico, e Dhahran, sede della Saudi Aramco, la più grande compagnia petrolifera del mondo.

Dove soggiornare

Hotel consigliati in: Riyadh | Jeddah | La Mecca | Medina

Siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità

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  • Il sito archeologico di Al-Hijr - Madain Salih. Conosciuto nell'antichità con il nome di Hegra, è il sito meglio conservato della civiltà nabatea a sud di Petra in Giordania. Comprende una serie di tombe monumentali con le facciate decorate costruite tra il I secolo a.C. al I secolo d.C. Vi sono inoltre 50 iscrizioni del periodo prenabateo e pitture rupestri. Al-Hijr rappresenta una testimonianza unica della civiltà nabatea, con i suoi pozzi e le 111 tombe monumentali, ed è un eccellente esempio di architettura e tecniche idrauliche dei Nabatei.
  • Distretto di At-Turaif in ad-Dir'iyah - a nord ovest di Riyadh, nel cuore della penisola arabica, il sito ospitò la prima capitale saudita. Fondata nel XV secolo, contiene emergenze di stile architettonico Najdi. Nel Settecento e gli inizi dell'Ottocento, il suo ruolo politico e religioso crebbe d'importanza e At-Turaif divenne il centro del potere temporale della casa di di Al Saud e dell'espansione wahhabita. Il sito comprende i resti di molti palazzi e un complesso residenziale ai margini dell'oasi di ad-Addiriyah.

La Popolazione

Tutti i sauditi sono arabi musulmani, così come oltre la metà degli stranieri. La religione di circa il 95 per cento dei sauditi è l'interpretazione wahhabita dell'Islam sunnita. Il resto sono sciiti, per la maggior parte residenti in prossimità di Al Ahsa e Al Qatif nella provincia orientale. Il sistema di istruzione ha registrato una crescita enorme dal 1970, la mortalità infantile è in calo, e le strutture sanitarie hanno visto una grande espansione, con l'obiettivo di fornire completa assistenza medica gratuita.

Nel 1990 la forza lavoro straniera includeva un gran numero di egiziani, yemeniti, giordani, pakistani, indiani e filippini. Tra gli obiettivi del governo vi è la riduzione del numero di lavoratori stranieri, ma la forza lavoro saudita è ancora poco qualificata; un altro ostacolo è il vincolo sociale all'occupazione femminile, ma tale vincolo verrà probabilmente superato con l'aumento di donne laureate.

La popolazione è caratterizzata da un elevato grado di omogeneità culturale e da una forte stratificazione sociale. Intorno alla metà del XX secolo almeno il 50% della popolazione totale del regno era ancora nomade; le identità tribali erano fondamentali, e anche in città e villaggi un affiliazione tribale era importante. L'Asir era più strettamente legato allo Yemen, il Najd aveva centri urbani che erano quasi città-stato, e fino al 1960 rimase relativamente isolato. L'Hijaz, sede dei luoghi sacri dell'Islam - La Mecca, Medina e Jeddah - per secoli aveva visto l'insediarsi di musulmani stranieri venuti per il pellegrinaggio, aveva beneficiato di donazioni da parte dei musulmani di tutto il mondo e vi erano sorti grandi centri di cultura islamica.

La stratificazione sociale saudita è legata a tale diversità geografica. L'importante status dell'affiliazione tribale si basa sulla linea di sangue: al vertice vi sono i qabila, le famiglie che possono rivendicare una discendenza pura da uno dei due antenati arabi, Adnan o Qahtan, e per loro il lavoro manuale era disdicevole. I khadira, privi di tale discendenza, includevano la maggior parte dei commercianti e artigiani e costituivano la maggior parte della popolazione urbana produttiva nell'era precedente lo sviluppo petrolifero.

Lo status qabila era patrilineare, e per mantenerlo venivano osservate rigide regole endogamiche. All'interno del gruppo qabila, chi si imparentava con un khadira o un abd (schiavo) veniva considerato inferiore. Gli schiavi erano al fondo della gerarchia tribale, e provenivano soprattutto dall'Africa; la schiavitù fu abolita formalmente solo nel 1962 ma i matrimoni misti tra khadira e popolazione africana erano già comuni. Negli ultimi decenni del XX secolo le nuove categorie basate sull'istruzione e sulla situazione economica hanno iniziato a minare l'importanza dell'affiliazione tribale, esercitando un effetto omogeneizzante sull'integrazione sociale.

Un'ulteriore categoria basata sulla linea di sangue era quella degli Ashraf, che affermavano di discendere dal profeta Maometto. L'autorità religiosa era un'altra categoria: gli ulama storicamente furono un potente élite di giudici, studiosi, imam, predicatori. Con il diffondersi dell'educazione laica, anche lo stato di ulama sta perdendo importanza.

Commercianti erano una élite basata sulla ricchezza: la classe mercantile tradizionale, soprattutto nello Hijaz e nella Provincia Orientale, iniziò a decadere allorché i governanti sauditi non si rivolsero più a loro per ottenere dei prestiti, e utilizzarono le risorse petrolifere per creare una nuova classe mercantile che favorisse le tribù Najdi.

Gli sciiti della provincia orientale erano quasi all'ultimo gradino della scala sociale, generalmente disprezzati nella società per l'antipatia wahhabita ai loro rituali, e erano la maggior parte dei prigionieri politici nelle carceri. Tuttavia anche questo ostracismo sta cambiando rapidamente, e dal 1980 molti sciiti sono stati coinvolti in incarichi di responsabilità nel servizio governativo.