| HOME | Africa | America | Asia | Europa | Oceania | Hotel | Images |
| SIETE QUI: America » Bolivia |
Bolivia
La "Stato Plurinazionale di Bolivia" è situato nella parte centro-occidentale dell'America meridionale, delimitato a nord ed est dal Brasile, a sud da Paraguay e Argentina, a ovest da Cile e Perù, ed offre paesaggi unici quali il lago Titicaca e l'enorme deserto di sale Salar de Uyuni, e una grande varietà geografica che va dalla montagna andina alla foresta pluviale.
|
Divisione amministrativa
La nazione è divisa in nove "departamentos", ognuno con un governatore eletto chiamato "Prefecto": Beni, Chuquisaca, Cochabamba, La Paz, Oruro, Pando, Potosí, Santa Cruz, Tarija. I Dipartimenti sono a loro volta suddivisi in Province.
In breve
Area: 1.098.580 km²
-- Popolazione: circa 10.2 milioni di abitanti (2009)
-- Densità: 8,76 abitanti per km²
-- Governo: repubblica presidenziale, stato federale
-- Capitale: La Paz (Sucre capital giudiziaria)
-- Lingua: Spagnolo, Quechua, Aymara, Guarani e altre 33 lingue ufficiali
-- Religione: cattolica
-- Moneta: Boliviano (BOB)
-- Prefisso telefonico: dall'Italia 00591
-- Prefisso telefonico: per l'Italia 0039
-- Fuso orario: UTC-4 (5 ore in meno rispetto all'Italia)
-- Sigla Automobilistica:
-- Suffisso internet: .bo
-- Membro di: ONU, UNASUR, Mercosur.
-- Link Utili:
Sito Ufficiale del Governo del Bolivia |
Ambasciata italiana in La Paz |
Ambasciata della Bolivia in Italia |
Sito dell'ICE per la Bolivia |
Ente Turismo della Bolivia
-- Numeri Utili: Pronto Intervento 110,
Vigili del Fuoco 119
-- Vademecum per il Turista Italiano: è necessario il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Vedere anche le indicazioni sul sito della Farnesina per la Bolivia
Il territorio della Bolivia
|
Il clima
Sull'altopiano il clima è fresco ed asciutto, e durante il giorno la temperatura può arrivare fino a 17°C, ma di notte può scendere anche sotto lo zero. Le valli a sud-est dell'altipiano hanno un clima primaverile tutto l'anno. Nelle pianure il clima è molto caldo e umido, con abbondanti piogge, e nel Chaco è secco e ventoso.
La nazioneLo sviluppo socio-politico della Bolivia può essere suddiviso in tre distinti periodi: pre-colombiano, coloniale e repubblicano. Importanti resti archeologici, ornamenti in oro e argento, monumenti di pietra, ceramica e tessuti, soprattutto a Tiwanaku, Samaipata, Incallajta e Iskanwaya, testimoniano importanti culture precolombiane. Gli spagnoli introdussero una tradizione di arte religiosa che, nelle mani degli artigiani locali, ha dato origine ad uno stile noto come "Baroque Mestizo".
L'organizzazione sociale in molte aree montane e rurali è ancora basata sulla famiglia allargata, con nonni e genitori e figli, e sul legame tra padrini e figliocci, il compadrazgo, che dura per tutta la vita e crea connessioni tra le diverse famiglie. Nell'Altiplano vivono comunità di Aymara e Quechua, che conservano in gran parte l'abbigliamento e il modo di vita tradizionale. Ci sono anche piccole comunità di afro-americani, soprattutto nei dintorni di La Paz, discendenti degli schiavi delle miniere, e piccoli gruppi di asiatici nella regione intorno a Santa Cruz, immigrati nella seconda metà del XX secolo. Il censimento del 2001 registrava un 55% di popolazioni indigene (Quechua e Aymara in primo luogo), 30% di meticci, 15% di europei. Oltre il 95% della popolazione è di religione cattolica, che coesiste tuttavia, particolarmente nelle aree rurali, con credenze indigene. Nella festa della Virgen de la Candelaria, le cui celebrazioni si svolgono nel mese di febbraio a Copacabana, sulle rive del lago Titicaca, la Vergine è raffigurata come una donna dalla pelle scura, con reminiscenze del culto del Sole che si praticava nella Isla del Sol. Altra località di culto mariano è Quillacollo, ove si celebra il 15 e 16 agosto la Vergine dell'Urkupiña (Vergine della Montagna in lingua Quechua), che secondo la tradizione apparve nel XIX secolo a una pastorella. Le città e luoghi d'interesse
L'economia
Con il ritorno della democrazia nel 1985 il governo della Bolivia diede inizio a un vasto programma di stabilizzazione macroeconomica e riforme strutturali volte a mantenere la stabilità dei prezzi, sostenere la crescita e alleviare la povertà; tra le riforme più importanti ci fu la privatizzazione di numerose imprese del settore pubblico, oggetto di riesame da parte dell'amministrazione del Presidente Morales. Nel 2009 è stato nazionalizzato il settore degli idrocarburi: la Bolivia è al secondo posto in Sud America per le riserve di gas naturale, che il Paese fornisce a Brasile e Argentina; tuttavia la mancanza di investimenti strutturali non ha permesso l'aumento della produzione.
Nel 2008 l'agricoltura rappresentava circa il 10,44% del PIL della Bolivia, con la soia come coltura principale, e l'estrazione di minerali e di idrocarburi il 14,24% del PIL. Il governo della Bolivia resta tuttavia fortemente dipendente dagli aiuti stranieri per finanziare progetti di sviluppo, e ha ripetutamente ricevuto da altri Stati la cancellazione o riduzione del debito bilaterale. Nel giugno 2005 i Paesi del G8 hanno chiesto alla Banca Mondiale e al Fondo monetario internazionale (FMI) la cancellazione o riduzione del debito multilaterale per 18 paesi fortemente indebitati, tra cui la Bolivia. |
Siti UNESCO
Dove soggiornareHotel consigliati e altre strutture ricettive in:
La Paz |
Santa Cruz de la Sierra
La storia
I primi insediamenti umani nella regione andina risalgono a circa 20mila anni fa, ma le prime tracce storiche risalgono al 1500 a.C., quando la cultura Tiahuanaco occupava l'area nei pressi del lago Titicaca. Nel XV secolo gli Inca di lingua Quechua provenienti dall'odierno Perù conquistarono l'Altiplano, fondando una società basata sul sistema tribale conosciuto come ayllu.
Nel 1538 gli Spagnoli conquistarono l'Impero Inca, costringendo gli indigeni a lavorare nelle miniere d'argento e introducendo schiavi africani. Nel 1780 Tupac Amaru guidò gli indigeni in una fallita rivolta contro gli spagnoli; nel 1809 i boliviani insorsero ancora contro gli spagnoli, fondando un governo indipendente sotto Pedro Domingo Murillo, che venne giustiziato. Il movimento per l'indipendenza si riaccese negli anni 1824 e 1825 con Simón Bolívar e Antonio José de Sucre che ottennero vittorie decisive contro gli spagnoli. La Bolivia proclamò la propria indipendenza il 6 agosto 1825, e Sucre fu il primo presidente. Seguirono diverse dittature militari fino al 1883, quando ebbe inizio un cinquantennio di governo repubblicano. In conseguenza della Guerra del Pacifico (1879-83), combattuta tra Bolivia e Cile per il territorio ricco di nitrati lungo l'Oceano, la Bolivia perse il proprio accesso al mare. Anche in seguito alla Guerra del Chaco (1932-1935) contro il Paraguay la Bolivia dovette cedere altre terre ricche di risorse naturali. Dopo la Guerra del Chaco il governo civile fu rovesciato e salì al potere un governo militare. A partire dal 1940 si formò il Movimiento Nacionalista Revolucionario (MNR), che nel 1952 prese il controllo del governo, nazionalizzò le miniere, riformò il sistema di istruzione e concesse a tutti i boliviani il diritto di voto. Nel 1953 la riforma agraria trasferì la proprietà delle terre dai latifondisti alle popolazioni indigene. Il MNR perse il potere nel 1964, e il ventennio successivo fu caratterizzato da grande instabilità politica e povertà, che costrinse migliaia di boliviani ad emigrare. A partire dalla metà degli anni 1980 la Bolivia ritornò ad una forma di governo democratico e avviò una riforma economica, ma nel 2008 è ancora tra i Paesi più poveri dell'America latina. |