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Argentina

bandiera Argentina L'Argentina, ufficialmente República Argentina, è il secondo Paese per estensione dell'America Latina, e l'ottavo al mondo, e il più vasto tra le nazioni di lingua spagnola, anche se Messico, Colombia e Spagna sono più popolosi. Il nome Argentina deriva dal latino "argentum", che fu usato dai conquistatori spagnoli allorché avvistarono il Río de la Plata.

In breve

Area: 2,766,890 km² -- Popolazione: circa 40 milioni di abitanti -- Densità: 15 abitanti per km² -- Governo: Repubblica federale presidenziale -- Capitale: Buenos Aires -- Lingua: Spagnolo -- Religione: maggioranza cattolica -- Moneta: Peso (ARS) -- Prefisso telefonico: 0054 dall'Italia -- Prefisso telefonico: 0039 per l'Italia
-- Suffisso Internet: .ar -- Sigla: AR -- Fuso orario: ART (UTC-3) -- Membro di: Nazioni Unite, Mercosur (Mercado Común del Sur), Unasur (Unión de Naciones Suramericanas) ed è inclusa tra le economie del G-20.

Link Utili

Sito Ufficiale del Governo dell'Argentina | Ambasciata italiana in Buenos Aires | Ambasciata dell'Argentina in Italia -- Vademecum per il turista italiano: È necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi al momento dell'ingresso nel Paese. Per guidare è necessaria la Patente Internazionale conforme alla convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968.


Argentina

Divisione amministrativa

La nazione è divisa in un distretto federale - Ciudad Autónoma de Buenos Aires - e 23 Province:
Buenos Aires, Catamarca, Chaco, Chubut, Córdoba, Corrientes, Entre Ríos, Formosa, Jujuy, La Pampa, La Rioja, Mendoza, Misiones, Neuquén, Río Negro, Salta, San Juan, San Luis, Santa Cruz, Santa Fe, Santiago del Estero, Tierra del Fuego, Antártida e Islas del Atlántico Sur, Tucumán.
L'Argentina avanza rivendicazioni territoriali su alcuni territori dell'Antartide reclamati anche da Cile e Stati Uniti, sulle Isole Falkland, la Georgia del Sud e le Isole Sandwich del Sud (amministrate dal Regno Unito). Le città maggiori sono, in ordine di popolazione, Buenos Aires, Córdoba, Rosario, Mendoza, La Plata, Tucumán, Mar del Plata, Salta, Santa Fe e Bahía Blanca.

Feste Nazionali

1 gennaio (Año Nuevo), 25 marzo (Día de la Memoria), 1 maggio (Día del Trabajador), 25 maggio (Revolución de Mayo), 19 giugno (Día de la Bandera), 9 luglio (Día de la Independencia), 8 dicembre (Día de la Inmaculada Concepción), 24 dicembre (Nochebuena) 25 dicembre (Día de Navidad), 31 dicembre (Fin de Año); Jueves Santo, Viernes Santo, Día de Malvinas (primo lunedì d'aprile), Día del Libertador José de San Martín (terzo lun in agosto), Día de la Raza (secondo lun in ottobre).

Come arrivare

Aeroporti internazionali: Ministro Pistarini Ezeiza (EZE), 35 km a sud-ovest di Buenos Aires; un servizio di pullman collega con l'aeroporto Aeroparque Jorge Newbery per i collegamenti dei voli nazionali 8 km a nord-est di Buenos Aires.
Strade: Buoni collegamenti con i paesi limitrofi tramite l'Autostrada Pan-Americana Highway da Buenos Aires ai confini della Bolivia, Brasile, Cile e Paraguay. Dall'Uruguay si può entrare in Argentina tramite i ponti sul fiume Uruguay a Puerto Colón, Puerto Unzué e dalla Diga Salto Grande.
Autobus Servizi giornalieri collegano Buenos Aires, Puerto Alegre, São Paulo e Rio de Janeiro
Ferrovia: Linee dirette tra Buenos Aires a Asunción in Paraguay e con la Bolivia, il Brasile e il Cile.
Mare: i porti principali sono Buenos Aires, Ensenada (La Plata), Rosario e Bahia Blanca. Inoltre traghetti e aliscafi sul Río de la Plata collegano Colonia e Montevideo (Uruguay), con Buenos Aires, e altri traghetti operano anche dal Paraguay sul fiume Paraná.

La Popolazione

La popolazione argentina è una fusione di diversi gruppi nazionali ed etnici, con una predominanza di discendenti di immigrati italiani e spagnoli che vi si stabilirono nel tardo XIX secolo e all'inizio del XX. Ci sono inoltre circa 500mila immigrati medio-orientali, soprattutto nelle aree urbane, e in tempi recenti c'è stato un notevole afflusso di immigrati provenienti dai paesi vicini, in particolare Paraguay, Bolivia e Perù. La popolazione indigena, stimata a 700.000 abitanti, è concentrata nelle province del nord, nord-ovest e sud. L'80% della popolazione risiede nelle città, e oltre un terzo vive nell'area di Buenos Aires. La religione è prevalentemente cattolica, ma c'è anche il maggior gruppo ebraico d'America latina, circa 300.000 persone.

Il Territorio

L'Argentina, ottavo Paese al mondo per estensione, si trova nel sud-est dell'America Latina, lungo l'Oceano Atlantico, e confina con il Cile ad ovest, la Bolivia e il Paraguay a nord, il Brasile e l'Uruguay a nord-est. Può essere suddivisa in quattro aree geografiche: le Ande, la pianura a nord, le Pampas e la Patagonia.

Sul versante occidentale la Cordigliera delle Ande, che raggiunge l'altezza di 6.960 metri con l'Aconcagua, segna il confine con il Cile. Dalle pendici delle Ande una fascia collinare si estende verso est scendendo gradualmente a livello del mare. Nella parte occidentale la savana si alterna a boschi impenetrabili. La parte centrale è costituita da vaste fertili pianure, il granaio dell'Argentina, con la Pampa umida lungo la costa e la Pampa secca a ovest e sud. La Patagonia, che si estende a sud delle Pampas, è asciutta e desertica, costituita da steppe ove predomina l'allevamento di ovini. Il territorio più a sud, la Terra del Fuoco, è costituito da varie isole, con le zone settentrionali utilizzate per la pastorizia, e le isole meridionali montagnose e coperte da ghiacciai e foreste.

Il Clima

Il clima varia da sub-tropicale a nord a sub-antartico nel sud, mentre nella zona più densamente popolata al centro (ove si trova Buenos Aires) è temperato. L'estate va da dicembre a marzo ed è calda e umida con temperature di 26-35° C, l'autunno è in aprile-maggio, con temperature di 10-25° C, l'inverno, da giugno ad agosto, registra temperature di 0-20° C, la primavera va da settembre a novembre, con temperature di 12-25° C.

Siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità

logo Unesco
  • Cueva de las Manos, Río Pinturas
  • Iguazú National Park (Parco nazionale dell'Iguazú), e Cascate Iguazu Falls (condivise con il Brasile)
  • Parque provincial de Ischigualasto o Valle de la Luna
  • Parque Nacional Talampaya
  • Manzana Jesuítica y Estancias de Córdoba
  • Parque Nacional Los Glaciares
  • Península Valdés
  • Quebrada de Humahuaca
  • Misiones Jesuíticas de los Guaraníes: San Ignacio Mini, Santa Ana, Nuestra Señora de Loreto y Santa María la Mayor in Argentina, e São Miguel das Missões in Brasile.

La Storia

Le prime tracce di insediamenti umani in Argentina sono in Patagonia (Piedra Museo, Santa Cruz), e risalgolo circa all'11.000 a.C. L'Impero Inca, sotto il re Pachacutec, conquistò la parte nord-occidentale dell'odierna Argentina nel 1480, sconfiggendo le tribù di Omaguaca, Atacama, Huarpes e Diaguita e integrandoli nella regione di Collasuyu. Altre tribù, come i Sanavirone, i Lule-Tonocoté, e i Comechingone mantennero la loro indipendenza dagli Incas. I Guaraní svilupparono una cultura basata sulla yucca, la patata dolce, e la yerba mate. Le aree centrali e meridionali (Pampa e Patagonia) erano occupate da culture nomadi, tra cui i Mapuche. La città di Tastil, nel nord, con una popolazione di 2.000 abitanti, fu il maggior centro dell' Argentina precolombiana.

Gli europei arrivarono nel 1502 con Amerigo Vespucci. La Spagna stabilì una colonia permanente a Buenos Aires nel 1580, e integrò l'Argentina nell'impero fondando il viceregno del Rio de la Plata nel 1776. Il 9 luglio 1816 l'Argentina dichiarò la propria indipendenza dalla Spagna, sotto la guida del Gen. Jose de San Martin. Dopo la sconfitta degli spagnoli, i partiti centralista e federalista intrapresero un lungo conflitto. La costituzione fu promulgata nel 1853, e nel 1861 venne istituito un governo di unità nazionale. Nel corso del 1XIX secolo vennero introdotte moderne tecniche agricole e l'Argentina entrò a far parte dell'economia mondiale, anche grazie a investimenti stranieri e immigrazione dall'Europa. Tra il 1880 e il 1930 l'Argentina divenne una delle dieci nazioni più ricche del mondo. Le forze conservatrici dominarono la politica argentina fino al 1916, allorché i radicali ottennero il controllo del governo aprendo le porte alla classe media in rapida espansione. Nel 1930 iniziò un altro decennio di governo conservatore, che utilizzando frode e forza per contenere le correnti socialiste di cambiamento economico e politico, che alla fine portarono all'ascesa di Juan Domingo Perón un colonnello dell'esercito, che depose il governo costituzionale nel 1943.

Perón venne eletto alla presidenza nel 1946 e creò il Partido de la Revolucion Unico, più comunemente noto come partito peronista o Giustizialista (PJ). Perón mise in atto politiche a favore della classe lavoratrice, nazionalizzò industrie e fondò la potente Confederazione generale del Lavoro (CGT). La dinamica moglie di Perón, Eva Duarte de Perón, conosciuta come Evita (1919-1952), svolse un ruolo chiave nel sostegno alla politica del marito. Perón venne rieletto nel 1952, ma i militari lo mandarono in esilio nel 1955. Negli anni Cinquanta e Sessanta ci fu un alternanza di amministrazioni civili e militari che operarono con scarso successo. L'11 marzo 1973 si tennero elezioni generali per la prima volta in dieci anni e Perón tornò in qualità di Presidente nel mese di ottobre 1973 con la terza moglie, Maria Estela Martinez de Isabel Perón, come Vice Presidente. Durante questo periodo, estremisti di destra e di sinistra scatenarono atti terroristici e il governo fece ricorso a una serie di decreti di emergenza. Perón morì il 1 luglio 1974 e gli successe in carica la moglie, ma un colpo di stato il 24 Marzo 1976 instaurò una giunta militare che restò al potere fino al 10 dicembre 1983.

Le forze armate applicarono misure severe contro coloro che consideravano estremisti o simpatizzanti. Fonti ufficiali hanno identificato circa 9.000 persone come "desaparecidos" durante la dittatura militare 1976-1983, ma la cifra secondo altre agenzie si avvicina a 30.000. La democrazia tornò in Argentina nel 1983, con Raul Alfonsin dell'Unione Civica Radicale (UCR). Il governo prese provvedimenti per risolvere alcuni dei problemi più urgenti della nazione, ma l'incapacità di risolvere problemi economici endemici costrinsero Alfonsin a dimettersi e divenne presidente nel 1989 Carlos Saul Menem. Il nuovo governo impose la parità peso-dollaro nel 1992 per bloccare l'iperinflazione e adottò politiche di mercato, smantellando il protezionismo commerciale e mezzo secolo di statalismo economico. Purtroppo la diffusa corruzione nelle amministrazioni di Menem e del suo successore Fernando De la Rua, che vinse le elezioni nel 1999 indebolì il recupero dell'Argentina, creando disavanzi cronici nella bilancia dei pagamenti, finanziati con un massiccio indebitamento.

L'effetto della crisi finanziaria asiatica del 1998 innescò un periodo di depressione che culminò nel panico finanziario del novembre 2001. Il presidente De la Rua si dimise e, dopo diversi presidenti provvisori, un'assemblea legislativa elesse Eduardo Duhalde (PJ) il 1 gennaio 2002 per completare il mandato dell'ex presidente De la Rua. Duhalde abbandonò la decennale parità peso-dollaro, scelta che portò ad una forte svalutazione e crescente inflazione. Duhalde potenziò i programmi sociali del governo per contenere l'inflazione, stabilizzando la situazione sociale. Nel 2003 venne eletto Nestor de Kirchner (PJ) che proseguì nella politica di sostegno ai problemi sociali, aumentò gli stipendi statali, le pensioni e il salario minimo. Nel 2005 il Presidente de Kirchner, rafforzato da una rapida crescita economica argentina, ha ottenuto una grande vittoria nelle elezioni legislative. Nel luglio 2007 Kirchner ha indicato la moglie, l'allora senatrice Cristina Fernández de Kirchner, come candidato a succedergli. Nell'ottobre 2007 Cristina Fernández de Kirchner è diventata la prima donna argentina eletta alla presidenza.

Dove soggiornare

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