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Lesotho

bandiera Lesotho Il Regno del Lesotho è un'enclave senza sbocco sul mare, circondata interamente dalla Repubblica Sudafricana, ed è l'unico stato al mondo che si trova interamente al di sopra dei 1.400 metri, con oltre l'80% del paese al di sopra dei 1.800 metri.

In breve

Area: 30.355 km² -- Popolazione: circa 2 milioni di abitanti (2009) -- Densità: 68.1 abitanti per km² -- Governo: monarchia costituzionale -- Capitale: Maseru -- Lingua: sesotho, inglese -- Religione: 90% cristiana -- Moneta: Loti (LSL), diviso in 100 Lisente -- Prefisso telefonico: dall'Italia 00266 -- Prefisso telefonico: per l'Italia 0039 -- Fuso orario: UTC+2 (un'ora in più rispetto all'Italia) -- Sigla Automobilistica: LS -- Suffisso internet: .ls -- Membro di: ONU, Commonwealth

Link Utili

Sito Ufficiale del Governo del Lesotho | Ambasciata italiana in Pretoria, competente anche per il Lesotho | Sito della Farnesina per Lesotho | Ente Turismo del Lesotho -- Vademecum per il Turista Italiano: per l'ingresso nel Paese è necessario il Passaporto in corso di validità.


Lesotho

Divisione amministrativa

Il Lesotho è diviso in dieci distretti: Berea, Butha-Buthe, Leribe, Mafeteng, Maseru, Mohale's Hoek, Mokhotlong, Qacha's Nek, Quthing, Thaba-Tseka.

La Popolazione

Più del 99% della popolazione è di etnia Basotho; altri gruppi etnici includono europei, asiatici e Xhosa; la religione maggiormente praticata è la cristiana, soprattutto cattolica, con minoranze anglicane, islamiche, induiste e animiste.

Il Territorio

Il territorio è occupato da montagne e altopiani. Il clima è temperato con estati calde, con violenti temporali e forti escursioni termiche, e inverni freddi con precipitazioni nevose sugli altipiani nei mesi di luglio ed agosto; l'umidità è generalmente bassa, con la stagione delle piogge in estate e inverni asciutti (le stagioni sono invertite rispetto all'emisfero settentrionale).

Città e Luoghi d'Interesse

    La capitale Maseru è anche la maggiore città com circa 170mila abitanti; altre città includono Leribe (35mila abitanti), Mafeteng (32mila), Teyateyaneng (22mila) e Mohale's Hoek (18mila).

L'Economia

Circondato geograficamente dal Sud Africa, il Lesotho è anche economicamente integrato con esso. La maggior parte delle famiglie vive di lavoro agricolo o di rimesse monetarie inviate dei lavoratori migranti. L'economia del Lesotho si basa sulla fornitura di acqua ed energia elettrica al Sud Africa, la produzione, sull'agricoltura e allevamento. Le maggiori esportazioni sono rappresentate da diamanti, lana e mohair.

L'acqua è la maggiore risorsa, e viene sfruttata attraverso il Lesotho Highlands Water Project (LHWP), avviato nel 1986, per catturare, immagazzinare e trasferire l'acqua dal bacino dell'Orange River al Free State e all'area di Johannesburg del Sudafrica. Il progetto ha reso il Lesotho quasi completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, generando anche introiti dalla vendita di elettricità e acqua al Sud Africa. Grazie anche agli aiuti di Stati Uniti, Banca mondiale, Unione europea e Repubblica popolare cinese, il Lesotho ha attuato un progetto di sviluppo manifatturiero diventando il principale esportatore di abbigliamento verso gli Stati Uniti dall'Africa sub-sahariana.

Il Paese è membro della Unione doganale dell'Africa australe (SACU), cui appartengono anche Botswana, Namibia, Sudafrica e Swaziland, in cui vige una zona monetaria comune (CMA) di circolazione del rand sudafricano. del Lesotho, il Loti (LSL) è parificato al Rand sudafricano (ZAR).

La Storia

L'era Antica - I territori montuosi del Lesotho erano abitati nel 25mila a.C. dai San, popolo di cacciatori-raccoglitori, che hanno lasciato oltre 5000 siti di pitture rupestri. Durante la migrazione delle tribù bantu, nel IV e V secolo d.C. arrivarono dei popoli Nguni, dediti all'agricoltura e alla pastorizia. Nei secoli successivi l'attuale Lesotho venne occupata dai Bantu, e i San originari scomparvero. Nel XIV secolo i Bantu, che vivevano in piccole comunità dedite all'agricoltura e all'allevamento, occupavano gran parte della odierna provincia sudafricana del Free State e la parte occidentale della attuale Lesotho, lungo le fertili sponde del Caledon.
L'era Moderna - All'inizio del XIX il re zulu Shaka iniziò ad ampliare il suo impero nel Basotho; questo periodo è ricordato come Lifaqane (i tempi duri), con orde di predatori che terrorizzarono la popolazione, distruggendo le colture e causando una carestia così grave che in alcune aree del Lesotho comparve il cannibalismo. Nel 1820 sotto la guida del capo Moshoeshoe I - ricordato come Moshoeshoe il Grande, fondatore della nazione Basotho - il Paese riuscì a fermare gli Zulu, offrendo protezione ai profughi nelle sue roccaforti di Butha-Buthe e Thaba Bosiu e stabilendo rapporti con le tribù vicine. Inoltre invitò dei missionari per ottenere la protezione degli europei; i primi tre missionari furono Thomas Arbousset, Eugène Casalis e Constant Gosselin della Società Missionaria Evangelica di Parigi che si adoperarono nel creare un'ortografia per la lingua Sesotho, introdussero la stampa, e Casalis fu anche consulente del re Moshoeshoe in questioni relative agli Europei.

A partire dal 1830 i boeri invasero il Paese in cerca di nuovi insediamenti. Il re Moshoeshoe chiese aiuto all'Impero Britannico, e nel 1843 firmò un trattato di protezione con la colonia britannica del Capo, trattato che venne sciolto nel 1857. Nel 1865 un nuovo attacco da parte delle forze boere costrinse Moshoeshoe a cedere la maggior parte delle aree fertili dell'Highveld al Libero Stato di Orange. A quel punto intervennero gli inglesi, temendo l'espansione dello Stato Boero, e nel 1868 posero il "Basutoland" sotto protettorato britannico. Il re Moshoeshoe riuscì a garantire l'autonomia del suo regno, ma un anno dopo la sua morte nel 1870 Basutoland fu annesso alla Colonia del Capo.

Il Lesotho ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna il 4 ottobre 1966. Nel gennaio 1970 si tennero le prime elezioni post-indipendenza: il partito in carica, il Basotho National Party (BNP), sembrava destinato a perdere quando il Primo Ministro Leabua Jonathan annullò le elezioni, arrestò la leadership del partito avversario, il Basotho Congress Party (BCP) e governò fino al gennaio 1986 quando fu deposto da un colpo di stato militare.

La Giunta militare diede poteri esecutivi al re Moshoeshoe II, fino ad allora solo capo di stato, ma nel 1990 il re fu costretto all'esilio dopo un litigio con l'esercito, e salì al trono il figlio Letsie III. Nel 1993 la giunta affidò il potere a un governo del BCP democraticamente eletto. Nell'agosto 1994 Letsie III organizzò un colpo di stato sostenuto dai militari deponendo il governo BCP, ma gli Stati membri della Southern African Development Community (SADC) avviarono negoziati per reintegrare il governo legittimamente eletto. Dopo lunghe trattative, nel 1995 il governo del BCP fu ripristinato e il re abdicò in favore del padre, ma Moshoeshoe II morì in un incidente stradale nel 1996 e di nuovo gli successe il figlio, Letsie III.

Nel 1997 il BCP si divise per controversie sulla leadership, e il primo ministro Ntsu Mokhehle, seguito dalla maggioranza del Parlamento, formò un nuovo partito, il Lesotho Congress for Democracy (LCD), che vinse le elezioni del 1998 sotto la guida di Pakalitha Mosisili, succeduto a Mokhehle come leader di partito. Nonostante le elezioni si svolgessero sotto la supervisione di osservatori locali e internazionali, i partiti di opposizione non accettarono il verdetto delle urne, scatenando proteste e manifestazioni violente fuori del palazzo reale nell'agosto 1998, seguite da un ammutinamento dei ranghi più giovani delle forze armate.

A quel punto il governo chiese l'intervento della SADC di intervenire per impedire un colpo di stato. Nel settembre del 1998 una task force del Sud Africa e del Botswana entrò nel Lesotho tenendo sotto controllo militare il Paese; al loro ritiro nel maggio 1999 ci fu un periodo di saccheggi e uccisioni. I partiti politici concordarono una riforma elettorale e si tennero nuove elezioni nel maggio 2002, con l'ennesima vittoria dell'LCD, che formò un nuovo governo, riconfermato anche nel 2007.